Ho sempre un’emozione particolare quando mi trovo a scrivere un articolo commemorativo, soprattutto quando si tratta di ringraziare altre dieci motocicliste che mi hanno dato la possibilità di raccontare le loro avventure, la loro storia e il loro legame con la moto. Anche questa volta le emozioni non sono mancate. Credo profondamente in questo progetto e poterlo portare avanti, dandogli forma e continuità, è per me motivo di autentico orgoglio. Come anticipato nell’ultimo articolo, i vostri messaggi e i vostri ringraziamenti sono il carburante che mi spinge a continuare a scrivere, a cercare nuove parole e nuove storie da condividere.
Sento però il dovere di spiegare meglio da dove nasce questa mia passione per la scrittura. Fin dalle scuole elementari ho percepito di avere una certa inclinazione, ma per molto tempo non sono riuscito a indirizzarla nel modo giusto: era come tentare di far funzionare un motore con il carburante sbagliato. Forse il paragone può sembrare insolito, ma in realtà ciò che intendo non è la benzina. Penso piuttosto all’ossigeno: tecnicamente è un comburente, eppure senza ossigeno il motore non si avvia. Allo stesso modo, senza la giusta fonte di ispirazione, le parole restano ferme.
Ecco perché non mi è mai piaciuta l’idea di definire “benzina” voi donne che mi avete affidato le vostre storie. Preferisco dire che siete il mio ossigeno: ciò che permette al motore della scrittura di accendersi e di esprimere tutta la sua potenza. Se vogliamo essere ancora più precisi, siete ossigeno liquido, una forma ancora più intensa e preziosa di energia, capace di generare movimento e trasformazione. È da questa energia che nascono i dieci racconti che seguono, ed è di ciò che ognuna di voi mi ha trasmesso che ora voglio parlare.
Lady Supermoto
Lady Supermoto. Una ragazza della splendida città di Massa che, con determinazione e costanza, si allena ogni giorno in sella alla sua supermotard, scegliendo di confrontarsi con ciò che per molti rappresenta un limite: l’equilibrio sopra la follia. Perché mantenere una moto in impennata non è un gesto istintivo né alla portata di tutti; richiede controllo, sensibilità e una profonda conoscenza del mezzo. Eppure, osservandola, sembra che lo abbia fatto da sempre.

Quelle immagini perfette, scattate nell’istante esatto, non raccontano solo l’estetica del gesto, ma soprattutto le ore di prove, errori e ripetizioni che lo hanno reso possibile. Imparare a gestire l’equilibrio durante una “penna” significa dominare tecnica e paura, trasformando l’istinto in precisione. È un risultato che ha un valore autentico.
Brava, Jane. Mi hai insegnato che dedizione e pazienza, quando si fondono con una passione vera, portano a traguardi straordinari.
Saradodger6
Non amo fare classifiche né stabilire preferenze, ma sarebbe poco sincero dire che tutte le motocicliste di cui ho scritto occupano lo stesso spazio dentro di me. Con alcune ho semplicemente raccontato una storia; con poche, invece, è nato qualcosa di più: un legame autentico, costruito parola dopo parola. Non ci siamo mai incontrati dal vivo, ed è un pensiero che a volte mi rattrista. Proprio per questo lavoro ogni giorno con l’obiettivo di far crescere il mio progetto abbastanza da potervi guardare negli occhi, stringervi la mano e dirvi grazie di persona.
Sara, per me, è speciale. È la prima motociclista a cui ho dedicato due racconti, e già questo dice molto. La prima volta si è presentata con la sua Yamaha R6, quella “dai giri infiniti”, una scelta che merita rispetto ancora prima di essere descritta. Le sue fotografie, curate e intense, riescono a raccontare emozioni che spesso le parole faticano a contenere: non sono semplici immagini, ma frammenti di identità.

Poi è arrivata la trasformazione. Un vero cambio di stato, quasi una reazione chimica: dalla sportiva pura all’enduro tourer, in un percorso di evoluzione consapevole che ha richiesto coraggio. Sara lo ha affrontato senza esitazioni, trovando la propria strada e seguendola con determinazione. I viaggi, i reportage, e accanto a lei suo marito, compagno e alleato nelle avventure più audaci, completano un quadro fatto di complicità e visione condivisa. In te, Sara, vedo intraprendenza e lucidità, ma anche cuore. E vi auguro, con sincerità, tanta strada davanti a voi — lunga, luminosa e piena di nuove storie da vivere.
Marta Santi detta “La Rossa in Moto”
La volontà è una delle qualità più profonde che riconosco in alcune motocicliste. Marta ne è un esempio limpido. In lei la passione non è arrivata per caso: è stata una consapevolezza immediata, quasi naturale. Questo è il punto centrale — la moto non come hobby, ma come scelta identitaria. Perché quando leggi “3000 chilometri in 8 giorni con una MT-03”, capisci che non si tratta solo di viaggiare: si tratta di rispondere a una chiamata interiore. Marta non guida semplicemente una moto. Marta vive per guidarla.

Scrivere di motocicliste, per me, significa raccontare questo: persone che trasformano la passione in azione concreta. Quando metto su carta le vostre storie, cerco di restituire le emozioni che nascono da quella scintilla iniziale, come faville che si alzano da un fuoco acceso con determinazione. Ogni racconto è un promemoria quotidiano di cosa significhi scegliere davvero ciò che si ama.
Marta sta costruendo un percorso motociclistico intenso, autentico, pieno di energia. E la sua determinazione non è solo una qualità: è un messaggio. Sei una motociclista forte, coerente, vera. Grazie per la tua volontà, perché ricorda anche a me perché vale la pena continuare a scrivere e a credere in questa passione.
Blue.Bayker
Indubbiamente alcune di voi guidano le moto che, da ragazzo, sognavo di avere. Ma ciò che provo non è invidia: è ammirazione pura. Perché la felicità, quando è autentica, non divide — si moltiplica. E allora, ogni volta che scrivo di voi, ogni volta che descrivo una carena, un motore, un passo di montagna affrontato con decisione, è come se stessi vivendo anch’io una di quelle moto desiderate. Non per possederla, ma per comprenderla. Non per conquistarla, ma per celebrarla.
Le Suzuki, lo ammetto, occupano un luogo speciale nel mio cuore. E questa 600, regina indiscussa dei passi di montagna, non è solo una motocicletta: è un simbolo di equilibrio tra potenza e precisione, tra istinto e controllo. Raccontarla significa dare voce anche alle mie aspirazioni, a quella parte di me che ha sempre visto nella moto non un mezzo, ma un’estensione della volontà.

Come Blue:Bayker ho compreso che scrivere non è un’alternativa al vivere la passione motociclistica — è il mio modo di viverla fino in fondo. Attraverso le vostre storie, attraverso i vostri chilometri, continuo a percorrere anch’io la mia strada. E per questo vi sono grato: perché mi avete insegnato che la passione non si misura solo in ciò che si possiede, ma in ciò che si sceglie di onorare ogni giorno.
Ester Belloni
Non potete immaginare l’emozione che ho provato quando mi sono imbattuto nel suo profilo su Instagram… non ci credevo. Una donna alla guida di una BMW GS! Per me, in quell’istante, è stata una dichiarazione di intenti, un messaggio chiaro: la passione per la moto non conosce limiti, genere o convenzioni. Ma era anche la conferma che stavo cercando: vivere una passione autentica, sapendo quale moto occupa il primo posto nel cuore di chi la sceglie con coscienza. La GS, Geländestraße — “strada e fuoristrada” in tedesco — non è solo un mezzo, è una regina indiscussa, potente, affidabile, capace di accompagnarti ovunque tu voglia andare.

E più la osservavo, più imparavo. Non posso conoscere i suoi pensieri, ma posso raccontare ciò che mi ha insegnato. Ester ha scelto la moto che più la rappresentava, quella che le permetteva di esprimere la sua determinazione, la sua volontà e la sua libertà. E io ho capito che lo stesso vale per me: non è la moto che scegli te, sei tu che la scegli, quella che diventa parte di chi sei e di chi vuoi diventare.
Nel 2023 ho finalmente guidato la moto che desideravo: una BMW. E lì, in sella, ho sentito qualcosa di chiaro e definitivo: quella era la moto che più mi rappresentava. Non un sogno da rimandare, ma una realtà da vivere. Grazie a Ester ho compreso una verità semplice e potente: i sogni non sono lì per essere solo immaginati… i sogni devono essere realizzati. E guidarli, sentirli sotto le mani e nel cuore, è l’unico modo per onorarli davvero.
Annalisa Cortina
Sicilia. Gli agrumi, il mare, le tradizioni, l’energia di un’isola che sa parlare al cuore. Da questa terra straordinaria emerge lei: Annalisa, un marchio Yamaha vivente. Non c’è bisogno di aggiungere altro: lei non guida soltanto una moto, lei crede, vive e respira questo marchio. Lo senti guardando le sue foto: nulla è banale, nulla ostentato. Ogni scatto parla di determinazione pura, di volontà inarrestabile. Una motociclista che incarna il suo epiteto con coerenza e forza, capace di ispirare chiunque la osservi.
Annalisa mi ha trasmesso il desiderio di affrontare le Madonie. E le Madonie non sono montagne comuni: sono un massiccio antico, scolpito dal tempo e dalla fatica, un luogo dove la roccia viva e gli orizzonti improvvisi mettono alla prova ogni curva, ogni istante di attenzione. Guidare lì non è solo affrontare la strada, è misurarsi con se stesse, in un corpo a corpo continuo con la realtà. La strada non concede distrazioni, e in cambio restituisce verità, fatica e orgoglio.

Questo è ciò che significa avere volontà. È scegliere di esserci, di affrontare ciò che richiede coraggio, di lasciare che ogni curva scolpisca il carattere, di trasformare il viaggio in una testimonianza di forza. Annalisa non solo guida, incarna la volontà.
Agnese Marchi
Avete presente quel tipo di persona che vive la propria passione al 100%? Ecco, Agnese è esattamente così. Perché? Semplice: ha una dedizione naturale e incrollabile all’allenamento, e investe ore e ore del suo tempo per affinare ogni dettaglio. Istruttrice di guida, per lei andare in moto non è solo una scelta: è quasi una deformazione professionale. E non si ferma qui: continua a seguire corsi, a studiare, a mettersi alla prova, perché vuole comprendere e vivere appieno la sua passione.
La prima foto del suo profilo racconta già molto: una saponetta graffiata. “Ho grattato!” SBAM! Nessuna esitazione, nessuna scusa: solo la consapevolezza di essersi guadagnata il diritto di dimostrare che la sua passione è autentica, reale, concreta. Ogni curva, ogni piega, ogni chilometro percorso è testimonianza della sua determinazione.

Per questo voglio esprimere un ringraziamento speciale ad Agnese Marchi. La sua passione, la sua disciplina e il suo modo autentico di vivere la moto hanno lasciato un segno prezioso su “La Disciplina della Motociclista”. Con le sue parole, le sue esperienze e la sua energia, Agnese ci ricorda che andare in moto non è solo guidare: è un atto di libertà, un’espressione di sé stessi, un dialogo continuo con la propria anima.
Elena Lodi
Ogni volta che scrivo di una motociclista che pratica offroad, mi rivedo nel me stesso ragazzo: quel sognatore che desiderava affrontare ogni sterrato, ogni curva, ogni salita, e che non ha mai smesso di volerlo fare. Scrivere di motocicliste come Elena è per me un altro tassello della mia passione per la moto: mi spinge a guardare avanti, a vivere questa passione in profondità, a farle affondare radici sempre più solide dentro di me.
Elena racconta la sua passione così: oggi quel passo ha il nome di BMW F 900 GS. Con lei porto avanti la stessa fame di imparare, la stessa voglia di crescere, sapendo che la strada davanti è lunga e piena di sfide. Dal prossimo anno sogna di affrontare qualche gara dell’Italiano Motorally, consapevole che ci sono ancora molte cose da migliorare, imparare, conquistare. Ma i sogni non chiedono certezze immediate: richiedono coraggio, determinazione e il desiderio di provarci, ogni volta.

Intanto Elena vive ogni occasione che le si presenta come un dono straordinario, come la possibilità di partecipare alla HAT Sanremo–Sestriere 2025 con Moto.it: un sogno che si realizza, un’emozione difficile da descrivere. E io la seguo, la osservo, la racconto. Condividendo le sue esperienze e anche le cadute — delle quali va orgogliosa — capisco che la passione vera si costruisce così: rialzandosi, imparando, andando avanti più forti di prima.
Scrivere di Elena significa, per me, rivivere quel ragazzo che voleva l’offroad e comprendere che la mia passione non è mai cambiata: si è solo trasformata, si è fatta più profonda, più consapevole. Grazie a lei, e a storie come la sua, imparo ogni giorno cosa significa vivere davvero la moto: con coraggio, con gioia e con la convinzione che i sogni vanno inseguiti, sempre.
Asia Mantovani
Questi sono i valori che mi ha trasmesso Asia: concreti, autentici, reali. Nulla di astratto o allegorico, ma verità sacrosante, scolpite con chiarezza e semplicità. Valori che restano impressi come pietra viva, leggibili e insegnabili. Grazie, Asia, per averli condivisi con me.
Non esiste un “giorno uno”. Non c’è una data sul calendario per l’inizio della mia passione, perché certe cose non si cominciano: accadono, semplicemente. Forse quella fiamma è sempre rimasta accesa in un angolo buio, silenziosa, aspettando solo la scintilla giusta per divampare e illuminare tutto.

Indossare il casco è un rito sacro: è il gesto con cui chiudo il mondo fuori e lascio che il silenzio diventi la mia musica. In quel momento, i giudizi svaniscono e le aspettative degli altri restano a terra, sollevate come polvere al mio passaggio. Restiamo solo noi: io, la mia moto e l’orizzonte che si srotola davanti a me. In sella non esiste finzione, non esistono compromessi: c’è solo la verità di ciò che sono, in ogni curva, in ogni accelerata, in ogni respiro.
“Ma non hai paura?” È la domanda che mi pongono sempre, con quel tono sospeso tra curiosità e rimprovero. La mia risposta è un sì sincero e netto. Certo che ho paura. La paura è la mia compagna di viaggio più fedele: siede sul sellino posteriore, silenziosa, costante. Ma c’è un segreto che solo chi sfida il vento conosce: in moto non impari a sconfiggere la paura, impari a educarla. Impari a rispettarla, a comprenderla, a usarla come un sesto senso che ti tiene radicata nella realtà, presente in ogni istante.
Alessia Fantato
Parliamo di una motociclista in gamba e coscienziosa: da sognatrice a eroina di se stessa. La comprensione profonda della propria passione conduce inevitabilmente al confronto, e Alessia lo ha capito perfettamente. Ma per lei il confronto non è con gli altri: è con se stessa. È una sfida interiore, un dialogo continuo tra ciò che è stata e ciò che desidera diventare.
Una frase in particolare mi ha colpito: “La legge della trasformazione: prima o poi tutto cambia, migliora o si trasforma.” Credo sia doveroso trovare un modo per osservare passato e futuro insieme, come tappe di un percorso conoscitivo e di crescita. Non è semplice, ma è proprio questa consapevolezza a rendere il viaggio significativo.

E in questo, Alessia mi ha ricordato un pensiero di Shakespeare: “Dagli occhi delle donne una dottrina io derivo.” Nel mio caso, dalle motocicliste come lei traggo una fonte inesauribile di volontà autentica, libera e coraggiosa. Qualsiasi ostacolo si presenti lungo la strada, le donne motocicliste trovano sempre il modo di superarlo con determinazione, eleganza e forza: un insegnamento che rimane scolpito nella mente e nel cuore.
Conclusione Finale
Il cammino continua, e so che arriveranno altre motocicliste, compagne di viaggio di questa community che vedo crescere ogni giorno più forte, più viva, più rigogliosa. Donne che condividono la stessa passione, la stessa fame di libertà, la stessa voglia di esplorare ogni strada e ogni angolo nascosto del mondo.
Come disse il capitano dell’Albatross, a volte non ci si può sottrarre al vento: non possiamo controllare ogni corrente, ogni folata, ogni tempesta che ci attraversa. Possiamo solo alzare le vele con determinazione, affondare le radici della nostra volontà e lasciarci trasportare, sfruttando la forza del vento per andare avanti, sempre più lontano, sempre più in alto.
E così continueremo: guidando, cadendo e rialzandoci, imparando a leggere ogni curva, ogni salita, ogni sterrato come parte di un viaggio più grande. Perché la strada davanti a noi non è solo asfalto o polvere: è un percorso di crescita, di scoperta, di passione condivisa. È qui che la forza della community prende vita, trasformando ogni viaggio in un’esperienza epica, dove ognuna di noi diventa protagonista e custode della propria libertà.
Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].


