
Alex Queen. Il nome è una presentazione di per se, parliamo infatti di una donna che ha continuato la sua passione per la moto fin da piccola. E nonostante le difficoltà vissute, la sua passione l’ha portata ovunque lei desiderasse.
Lascio la parola ad Alex !
Alex Queen

Gli inizi
Ho sempre avuto la passione per le moto, invidiavo un mio compagno di classe che aveva una minimoto da cross e quando andavo a trovarlo a casa sua (mi ricordo che ero alle elementari) passavamo il nostro tempo su quella moto. Ricordo quei pomeriggi così luminosi e pieni di avventure. Il vento mi scompigliava i capelli biondi mentre correvamo nel cortile, io e il mio migliore amico. Ogni volta che indossavo il casco, mi sentivo come una vera eroina dei film, pronta a vivere mille avventure, anche se eravamo solo due bambini che giocavano.
Ogni volta che vedevo una moto passare, il mio cuore batteva forte. Volevo sapere tutto su di loro: come funzionano, quali sono i modelli più veloci e chi sono i piloti più famosi. E ora, finalmente, il mio sogno si è avverato! Ho comprato la mia prima moto e quando sono salita in sella, ho sentito un’emozione così grande che non riesco nemmeno a descriverla. È come se fossi tornata a quei giorni felici dell’infanzia, ma con la gioia di essere cresciuta e di avere la mia avventura tutta da vivere.
La prima Moto a casa
In famiglia, nessuno ha mai condiviso questa passione, se non per un breve periodo quando un mio fratello ha avuto una moto, ma senza vera dedizione. Ricordo ancora il giorno in cui lui portò a casa quella moto. Era uno di quei momenti in cui l’entusiasmo iniziale era così contagioso. Era bello sapere che c’era una moto in casa.
L’Aprilia RS 125

A 16 anni ho preso la mia prima moto Aprilia Rs125 Chesterfield, la usavo come fuga da casa, non avevo amici e quindi mi isolavo con lei, ogni tanto andavo anche con qualche gruppo, ma ero già molto veloce e spesso “gli adulti” smettevano di venire in moto perchè prendevano sonore legnate da una ragazzina col 125.Era la mia compagna di avventure, un mezzo che mi regalava un senso di libertà indescrivibile. Ricordo ancora le strade che percorrevamo insieme, il vento che mi accarezzava il viso e il rombo del motore che risuonava come musica nelle mie orecchie. Ogni curva era una sfida, un’opportunità per migliorare, per sentire quella scarica di adrenalina che mi faceva battere il cuore più forte.
Con il tempo, ho cominciato a sentirmi più sicura di me stessa, e anche se la solitudine era ancora una presenza costante, la mia moto era sempre lì, fedele e pronta a portarmi ovunque volessi andare. Le esperienze vissute in sella mi hanno insegnato tanto: il valore della perseveranza, l’importanza della passione e la bellezza di seguire il proprio cuore, anche quando tutto sembra andare contro.

Oggi, ripensando a quei giorni, sorrido con nostalgia. La mia Aprilia Rs125 Chesterfield non era solo una moto; era il simbolo di una fase importante della mia vita, un periodo in cui ho imparato a conoscermi meglio e ad affrontare le sfide a testa alta. E anche se ora ho amici e una vita più piena, il ricordo di quelle fughe solitarie rimarrà sempre con me, come un tesoro prezioso custodito nel cuore.
Sull’Appennino Tosco Emiliano in moto
Mi piace quando mi ritrovo in mezzo all’appennino, in sella alla mia moto, respirare l’aria a visiera aperta e riuscire a restare focalizzata su cosa sto facendo e sul respiro. Lo sguardo attento a cercare ogni probabile imprevisto e la mente sveglia nell’agire. La strada si snoda davanti a me, serpeggiando tra colline e vallate, regalandomi panorami mozzafiato ad ogni curva. L’asfalto scorre sotto le ruote, una melodia costante che accompagna il mio viaggio. I colori della natura, vivaci e intensi, dipingono un quadro perfetto di serenità. Il profumo dei pini e della terra umida riempie i miei sensi, mentre il vento gioca con i miei capelli. Ogni chilometro è una nuova scoperta, un’avventura che si svela passo dopo passo. E in questi momenti, mi sento veramente libera, parte di qualcosa di più grande, in perfetta armonia con il mondo che mi circonda.

Il grave incidente con la kawasaki 636 Ninja

Dopo la Aprilia RS 125 passai a una Kawasaki 636 dell’anno 2004, con cui ho fatto un grave incidente che tra una cosa e un’altra mi ha tenuta ferma un anno tra ospedale e cure varie, è stato un periodo difficile.
Fù un incidente davvero grave ho rischiato di perdere la gamba sinistra, ho riportato diverse fratture tra cui 5 del bacino. Tutti i legamenti del ginocchio destro che mi sono stati trapiantati da un donatore e la recisione del nervo SPE che ha comportato una paralisi della mobilità della caviglia e delle dita del piede sinistro. Cosa che tutt’oggi resta in quanto non è stato possibile recuperare il nervo.
Un anno dopo l’incidente
Un anno dopo il grave incidente con la Kawasaki grazie a un amico che aveva massima urgenza di riportare la moto a casa mi ritrovai a guidare una Suzuki GSX R, lì scoprimmo che nonostante la paralisi del piede ero in grado di, in qualche modo, cambiare le marce. Con il rombo del motore che mi faceva vibrare l’anima, sentii un senso di libertà che non provavo da tempo. Ogni curva affrontata, ogni rettilineo percorso era una piccola vittoria, una dimostrazione che la passione e la determinazione potevano superare qualsiasi ostacolo. La Suzuki rispondeva magnificamente ai miei comandi, e insieme danzavamo sulla strada, unendo la mia volontà alla sua potenza. In quel momento, l’ombra dell’incidente sembrava allontanarsi, lasciando spazio a una nuova consapevolezza e a una rinnovata fiducia nel futuro.
Aprilia RS 125 Chesterfield REBORN
Conscia di questa vittoria e presa da una rinnovata passione e fiducia in me stessa decisi di rimettere in strada la mia amata Aprilia Rs 125 Chesterfield. tornando a creare disagio sugli appennini tosco emiliani. Gli altri motociclisti cominciarono a guardarmi con rispetto, un misto di ammirazione e paura. Ogni volta che sorpassavo un gruppo di biker, notavo i loro sguardi stupiti e increduli. La mia abilità al manubrio sembrava trasformarmi in un’entità quasi mitica, capace di domare anche le curve più insidiose.
Le voci si spargevano sui passi di Montagna: “Hai visto quella ragazza? È incredibile!” Le chiacchiere si mescolavano al rumore dei motori, creando un’atmosfera di competitività e sfida. Ma per me, non si trattava solo di vincere; era la gioia pura di correre, di sentire il battito del cuore che si sincronizzava con il ruggito del motore.
Ogni giro diventava un’opportunità per mostrare non solo le mie capacità, ma anche la mia passione. La libertà che provavo era contagiosa e, mentre gli altri motociclisti iniziarono a temere il mio arrivo, capii che il vero potere stava nella connessione che avevo stabilito con la mia moto e con la strada. Ero un’avventuriera, pronta a scrivere la mia storia su ogni asfalto che attraversavo.
Da Aprilia Rs 125 Chesterfield a Aprilia RSV 1000

Adesso ho una Aprilia RSV-1000 del 2001, la mia passione per la RSV1000 è nata quando un amico mi prestò la sua moto per quasi un anno. Lui non poteva guidarla per problemi al collo e quindi l’affidò a me… Lì cominciai l’adorazione verso questo Pompone. Da quel momento in poi, ogni volta che salivo in sella, sentivo una connessione speciale con la strada e con la moto stessa. L’Aprilia aveva una potenza incredibile, ma erano la sua maneggevolezza e la sua risposta precisa a farmi innamorare ogni volta di più. Ogni curva era un’opportunità per sentire l’adrenalina che correva nelle vene, e ogni lungo rettilineo era un invito a spingere il limite un po’ più in là. Quando finalmente ebbi la possibilità di acquistare la mia, non ci pensai due volte. E da allora, ogni uscita è un viaggio di scoperta e libertà.
La Mia RSV1000 del 2001

Nel 2008 decisi quindi di comprare a mia volta una Aprilia RSV1000 del 2001.
E così a Modena andai a prenderla e la soprannominai Granny. L’amore della mia vita.
Negli anni ho saccagnato non so quanti motori, ossia cambiati, ma sempre rimessa in piedi. Come lei nessuno mai, non posso descrivere quello che provo, non basterebbe un anno intero o milioni di parole.Il suo sguardo illumina i miei giorni più bui, e la sua presenza è come un abbraccio caldo che mi avvolge e mi rassicura.
Ogni momento passato insieme è un tesoro prezioso, un ricordo che custodisco gelosamente nel cuore. il suo rombo è una melodia che non mi stancherei mai di ascoltare, e i suoi occhi raccontano storie di strade che desidero esplorare con lei. Con lei, tutto sembra possibile, e ogni istante diventa un’opportunità per creare qualcosa di magico e indimenticabile.
Il circuito di Misano la conferma che la mia passione è STRONG !

La mia avventura in pista inizia nel 2009 con una Honda CBR 600, poco allenata , ma con tanta determinazione e passione. Ricordo ancora l’emozione di quei primi giri, quando il vento mi accarezzava il viso e il rombo del motore mi faceva battere il cuore più forte. C’era qualcosa di magico nel sentirsi un tutt’uno con la moto, scivolando attraverso le curve con la grinta di chi non si arrende mai. La pista di Misano, con il suo asfalto liscio e le sue sfide tecniche, è diventata il mio palcoscenico, dove ogni curva era un’opportunità per migliorare e crescere.
E praticamente senza preparazione. Ho deciso di partecipare a una gara femminile a Misano, dove arrivai 7a totale e prima classificata esordiente. Finire la gara senza cadute mi ha dimostrato quanto le giornate passate in montagna a confrontarmi con altri motociclisti mi avessero preparata mentalmente al confronto. In pista senza auto dal senso opposto, potevo finalmente dare sfogo alla mia passione, dare il 100% di me stessa.

Al circuito del Mugello con la mia GRANNY
Nel 2021 La prima volta al circuito del Mugello Con la mia Aprilia RSV 1000
L’aria mattutina dei paddock é semplicemente una cosa meravigliosa… l’aria frizzante che proviene dal mare o dalla montagna che si contrappone al profumo di gomme e benzina…
Alcuni lo troveranno stupido, per me tutto ció é romantico… ❤

Foto della mia prima volta al Mugello…
Stavo aspettando il segnale per entrare in pista ed ero stranamente serena, dovevo entrare dentro e fare quello che io e la Granny facciamo da anni… danzare sulle curve della nostra Toscana
23/08/2023

Io non ho mai avuto nessuno che mi abbia insegnato, né prima né dopo, che abbia perso tempo nell’aiutarmi nelle mie difficoltà. Io a 16 anni ho preso la moto e sono andata, cosa che faccio tutt’ora… prendo e vado, e imparo da me stessa e soprattutto dai miei errori. Cio che riesco a fare in moto lo dedico a me, alla mia caparbietà e alle mie sensazioni, il tutto condito dalla mia arte di arrangiarmi con quel che ho.
Brava Bionda, sono fiera di te.
Trofeo Aprilia RS660
Nel 2022 ho partecipato a 3 gare del trofeo RS660 disputando Mugello (doppia) e Imola. È stata un’esperienza incredibile, piena di adrenalina e momenti indimenticabili. Al Mugello, con le sue curve veloci e le sue spettacolari colline toscane, ho potuto testare al massimo le mie capacità di guida. La doppia gara ha richiesto una preparazione fisica e mentale intensa, ma la soddisfazione di superare i miei limiti è stata impagabile.
A Imola, con il suo storico circuito, ho sentito il fascino di un tracciato che ha ospitato leggende del motociclismo. Ogni curva raccontava una storia e ogni rettilineo chiedeva il massimo impegno. È stato un privilegio correre su quel terreno e affrontare sfide tecniche che mi hanno permesso di crescere come pilota.

Queste gare non solo mi hanno insegnato l’importanza della perseveranza e della determinazione, ma mi hanno anche regalato amicizie preziose con altri appassionati di moto. Ogni gara è stata un’opportunità per imparare e migliorare, e guardo al futuro con entusiasmo, pronto a nuove avventure su pista.
Anno 2023
Nel 2023, ho preso parte nuovamente al Trofeo Aprilia RS660, sui circuiti del Mugello e di Misano. Nello stesso periodo si svolgeva anche il campionato mondiale SBK. Con il rombo dei motori che riempiva l’aria, l’atmosfera era elettrizzante e il clima di competizione era palpabile. I piloti, concentrati e determinati, si preparavano a dare il meglio di sé in ogni curva e rettilineo.

Al Mugello, con le sue colline ondulate e le curve tecniche, ogni giro rappresentava una sfida unica, mentre a Misano, con il suo tracciato storico e il supporto caloroso dei tifosi, l’adrenalina era al massimo. Durante questi eventi, ho avuto l’opportunità di affinare le mie abilità e di confrontarmi con altri talenti del motociclismo. Ogni gara era un’occasione per crescere e migliorare, spingendo al limite la mia Aprilia RS660. Nel frattempo, il campionato mondiale SBK attirava appassionati da tutto il mondo, offrendo spettacolo e emozioni con i suoi protagonisti che si sfidavano per il titolo. È stata un’esperienza indimenticabile che ha arricchito il mio percorso di pilota.
Cosa penso del circuito del Mugello ?
Amo il Mugello come circuito. Il tracciato è una danza sinuosa di curve e rettilinei che mette alla prova non solo la potenza della moto, ma anche l’abilità e la precisione del pilota. Ogni volta che entro in pista, il cuore batte più forte, e l’adrenalina mi avvolge, spingendomi a dare il meglio di me stesso. Il panorama delle colline toscane che circondano il circuito aggiunge un tocco di magia a ogni giro, rendendo l’esperienza indimenticabile e unica.; nonostante i problemi alla caviglia causati dall’incidente con la Kawasaki 636, il cambio mi facilita veramente molto. Le famose curve arrabbiate sono senza dubbio le mie preferite.

Imola = Magia

Ma Imola ragazzi, è un posto magico. Che si vada a Imola come piloti o spettatori, Imola è la regina delle piste, piena di sali e scendi e curve secche mozzafiato, ma con la problematica della gamba che mi ritrovo mi torna un po’ più complicata. Tuttavia, non posso fare a meno di sentirmi attratta da quell’atmosfera unica che solo Imola sa offrire. La passione dei tifosi, il rombo dei motori, l’adrenalina che scorre nelle vene, tutto contribuisce a creare un’esperienza indimenticabile. Anche se le sfide fisiche si fanno sentire, la voglia di far parte di questo spettacolo è più forte. Ogni curva racconta una storia, ogni rettilineo è una promessa di velocità e competizione. E così, con un sorriso, mi preparo a vivere ancora una volta questa avventura straordinaria.

Mi son resa conto che non c’è frase più vera che “la centralina del pilota é quella che conta di più”, e come dice sempre il mio amico e coach Alessandro Torcolacci (@palixracelabmugello ) “le chiappe su quelle moto ce le mettiamo noi, noi siamo quelli che si fanno male, non possiamo farci influire da fattori esterni”. Grazie a lui e all’aiuto del team sono riuscita a migliorare e sbloccare il mio tempo che si era fermato uscendone con un 2.07.0.
Pista molto difficile con molti cambi di marce e discese di quinta a full gas ma una vera e propria montagna russa del divertimento.
Non ci si può non innamorare di Imola. Non vedo l’ora di poterci tornare, capire gli errori e migliorare e migliorare e migliorare ancora. Fino allo sfinimento.
Parlando poi della piccolina di casa Aprilia, che dire… una moto contenuta come stazza ma che lascia una libertà di guida e di intuizione del mezzo che difficilmente ho trovato altrove, per quanto in sincerità, ne abbia provate poche. Ma venendo dalla V60 mi son subito resa conto di come il telaio sia molto similare come feeling alla mia, tanto da farmi giocare 4 jolly in una sola variante e avermi tenuta. Cose che io e la Granny sperimentiamo ogni week end! Hahahahaha! (dal post IG del 12/10/2022)
Sarei davvero curiosa di vedere come potrei girare quella pista se solo non avessi questo deficit. E’ il mio pensiero fisso lì. Adoro… Pericolosa ma allo stesso tempo ha un fascino che ti rapisce.
La mia strada Preferita
Per quanto riguarda la montagna il mio pezzo preferito è la Casetta in discesa…Allego il link di maps per farvi vedere dove si trova: https://maps.app.goo.gl/yguVgAbAj8JPMrS79

Adoro la discesa, molto più della salita ed è veramente bello con tanti cambi di direzione veloci.
La Volpe della Collina
Ma in assoluto sono conosciuta come La Volpe Della Collina (perché da ragazzetta con la mia Aprilia 125 andavo più forte dei maschietti con le loro moto 600 e 1000 e li facevo pentire di fare i gradassi). Era un’epoca in cui la velocità e l’adrenalina scorrevano nelle mie vene, e ogni curva era un’opportunità per dimostrare la mia abilità. Le strade erano il mio regno, e la mia moto, un’estensione della mia anima ribelle. Ricordo le risate e gli sguardi increduli quando li superavo con facilità, lasciandoli dietro di me a mangiare polvere. Quei giorni erano pieni di libertà e spensieratezza, e la collina era il nostro parco giochi. Ora, quando ci ripenso, sorrido con nostalgia, sapendo che ho vissuto momenti irripetibili che mi hanno forgiato come sono oggi.
Succede la stessa cosa anche adesso con la mia vecchiarda HAHAHAHA.
La strada statale della Porrettana
Conoscevo la strada statale della Porrettana come le mie tasche, anzi, conosco, anche se non la frequento poi più di tanto, perchè tra impegni di lavoro, (quindi sempre via) in più gli svariati incidenti che capitano su quella strada ho cominciato a girare in orari assurdi e fare strade meno frequentate. Link: https://maps.app.goo.gl/oiZwVk4cYt12T9bx5

Conclusione
In futuro non ho idea di cosa ne sarà di me.
Al momento stò effettuando un corso come Istruttrice di motorismo, mi son trasferita in Germania con me la mia Granny.
Spererei di riuscire a portare un po di persone a conoscere questi fantastici posti che si trovano tra la Baviera a l’austria.
Posti incantevoli che veramente hanno del magico, posti in grado di rigenerarti e farti tornare a casa con molta positività e voglia di scoprire il mondo.
Nel frattempo sono passata da lavorare nel Motorsport come meccanico e team Coordinato a panettiera. Ora faccio la panettiera, un lavoro decisamente più rilassante, che nonostante gli orari, mi permette di svegliarmi, nel cuore della notte, quando ancora tutto tace, ed assaporare il tutto come fosse una magia, una favola, ma reale.
Un lavoro decisamente più rilassante nonostante gli orari, anche se amo svegliarmi nel cuore della notte quando ancora tutto tace.
Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].


