Corso di Guida Stradale

Chi mi segue lo sa: ho una grande passione per le motocicliste e per le storie che raccontano attraverso la loro relazione con la moto. Mi piace condividere come vivono questa passione, cosa le spinge, cosa sentono in sella.

Detto questo, credo sia arrivato il momento di allargare un po’ gli orizzonti di questo spazio. La moto non è soltanto emozione, ma anche tecnica e sicurezza. Due aspetti che vanno di pari passo e che, se coltivati, ci permettono di vivere questa passione al meglio. Da una parte ci sono le tecniche di guida, che fanno la differenza nel controllo e nella confidenza con la moto. Dall’altra c’è l’altrettanto fondamentale abbigliamento tecnico, che non è un accessorio, ma un vero alleato per la sicurezza. L’unione di questi due mondi – guida e protezione – è ciò che può rendere la nostra esperienza più consapevole e serena, pur sapendo che i rischi della strada non spariscono mai del tutto.

Lo scorso sabato 20 ottobre, ho partecipato all’evento organizzato da Dainese Firenze, ho avuto finalmente l’occasione di rincontrare e conoscere di persona Federico Pieri, noto istruttore FMI. Una persona davvero squisita, con cui ho chiacchierato a lungo. È stato lui stesso a raccontarmi con ironia la figura del “pilota brodo”, che altro non sarebbe che l’equivalente del “Mr. Satan” di Dragon Ball-Z.

Qualche giorno fa ci siamo risentiti e gli ho chiesto di raccontarmi lo svolgimento di una giornata particolare: un corso dedicato alle motocicliste, svoltosi lo scorso 20 Settembre 2025, organizzato insieme al Comitato Regionale Toscana della FMI. Purtroppo non ho potuto essere presente di persona, ma, mi è sembrato giusto dedicare un articolo a quell’esperienza, perché rappresenta al meglio lo spirito di crescita, passione e sicurezza che voglio portare avanti qui sul blog.

Corso organizzato dal Comitato Regionale Toscana Federazione Motociclistica Italiana.

Responsabile Commissione Femminile, Paola Rigacci: Paola è una donna che sa il fatto suo. Competente, determinata e sempre attenta ai dettagli. Nel suo ruolo di organizzatrice e responsabile della Commissione Femminile della Federazione Motociclistica Italiana si distingue per professionalità, senso di responsabilità e capacità di coordinare con efficacia persone e attività. La sua passione e dedizione, unite alla capacità di coinvolgere e motivare chi le sta accanto, rappresentano un valore aggiunto che rende ogni progetto ben strutturato e di successo.

Corso con presenza Tecnici Federali, con esercitazioni di:

  • tecnica fondamentale di postura
  • uso comandi
  • prove verso la guida su curve

per una maggiore sicurezza delle partecipanti.

Di seguito l’orario di svolgimento.

Ore 08.30 Ritrovo presso << Sesto Pista >> via Majorana 27 Sesto Fiorentino (FI) Ore 09.00 Esercitazioni teoriche fondamentali di guida Ore 11.00 Partenza per giro sulle colline del Mugello Ore 13.30 Pranzo Rientro a Firenze e Briefing per analizzare l’esperienza.

Il Corso era riservato alle donne regolarmente tesserate FMI nell’anno in corso, in possesso di propria motocicletta in regola con il codice della strada.

L’importanza di un corso di guida stradale

Partecipare a un corso di guida su strada con la propria moto non è soltanto un’esperienza formativa, ma una vera e propria necessità per chi vuole vivere questa passione con più consapevolezza. Migliorare la tecnica, capire come affrontare la strada e acquisire sicurezza sono elementi che fanno davvero la differenza.

Il punto di partenza: la pista di minimoto di Sesto (Osmannoro, FI)

La giornata è iniziata con il ritrovo presso la pista di minimoto di Sesto, che funge spesso da base di appoggio per questo tipo di eventi. Qui si è svolta la parte teorica, fondamentale per partire con il piede giusto:

  • nozioni sui fondamentali della guida,
  • posizione corretta in sella,
  • approccio alle curve.

Le motocicliste hanno avuto modo di intervenire con domande, dubbi e curiosità, prima di passare alla prova pratica sulla moto statica, utile per prendere coscienza dei movimenti da fare. A seguire, qualche giro di riscaldamento all’interno della pista, con piccoli esercizi mirati a sciogliere i comandi e iniziare a prendere confidenza.

La prima lezione in strada: le Croci di Calenzano

Terminata la fase introduttiva, il gruppo si è diretto verso le Croci di Calenzano. Durante il percorso, una sosta strategica in curva ha permesso di affrontare uno dei temi più importanti della guida su strada: le traiettorie. Comprendere come disegnare la propria linea in sicurezza, soprattutto in tratti complessi, è un aspetto che ogni motociclista dovrebbe padroneggiare.

Gli esercizi individuali: Monte Barberino e Monte Carelli

Il viaggio è proseguito verso Monte Barberino e Monte Carelli, dove le partecipanti hanno ricevuto esercizi personalizzati. Ciascuna motociclista ha avuto un compito tecnico da svolgere, per poi discuterne insieme in un briefing collettivo: un momento prezioso di confronto, per valutare i progressi, le difficoltà e le sensazioni provate.

La discesa da Panna: pratica e consigli in movimento

Il gruppo ha poi affrontato la strada di Panna, con l’istruttore che ha seguito passo passo le motocicliste lungo il tratto, fornendo suggerimenti e correzioni in tempo reale. È stato un esercizio di grande utilità, perché ha permesso di mettere in pratica le nozioni apprese direttamente sul campo, in situazioni reali di strada.

Una tappa speciale: il circuito del Mugello

Non poteva mancare una sosta fotografica in un luogo simbolo del motociclismo: il circuito del Mugello. Un momento emozionante e di grande valore simbolico per tutte le partecipanti, che hanno potuto immortalare l’esperienza vissuta.

Il pranzo a Borgo San Lorenzo

La giornata è proseguita con una pausa pranzo a Borgo San Lorenzo, in una pinetina suggestiva che ha permesso a tutte di rilassarsi e condividere i primi commenti sull’esperienza vissuta fino a quel momento.

Il ritorno: la via Bolognese e i tornanti di Monte Morello

Per concludere, il rientro è avvenuto passando dalla via Bolognese fino ai tornanti di Monte Morello, uno dei tratti più tecnici della giornata. Qui si è aperta una parentesi dedicata proprio all’affrontare i tornanti: come gestire al meglio la moto in spazi stretti e in presenza di traffico, sempre con la massima attenzione alla sicurezza.

Una giornata ricca, intensa e formativa, che ha unito teoria, pratica e confronto in un percorso pensato appositamente per le motocicliste. Occasioni come questa non sono solo corsi: sono esperienze che restano, perché aiutano a crescere, a divertirsi e soprattutto a vivere la passione per la moto con maggiore consapevolezza.

Esperienza del corso FMI: impressioni e resoconti

Il corso è stato condotto da due istruttori federali della FMI.
Di seguito è riportata una descrizione della giornata a cura di Federico Pieri, che illustra lo svolgimento delle attività. Successivamente, sono riportate le impressioni di alcune motocicliste partecipanti. In chiusura, troverete la relazione redatta dal collega Pizv4, che offre a sua volta una sintesi della giornata.

Federico Pieri

L’esperienza di guida e di coordinamento durante questo corso è stata particolarmente significativa. Pur essendo abituato a gestire quotidianamente motociclisti, la presenza di un gruppo così numeroso ha richiesto un’attenzione maggiore: da un lato è stato più impegnativo, dall’altro estremamente gratificante, perché si percepiva chiaramente come le partecipanti vedessero nella mia persona, la figura del coordinatore, e un punto di riferimento.

Uno degli aspetti più rilevanti è stata l’introduzione e l’approfondimento del concetto di traiettoria. Molte motocicliste non lo conoscevano ancora in modo strutturato, perciò fermarsi lungo la strada per analizzare la tematica in modo chiaro e pratico è stato un momento di grande valore formativo. È un’esperienza che considero tra le più incisive e memorabili di questo percorso.

Nonostante il tempo limitato, i progressi sono stati evidenti: le partecipanti hanno dimostrato di assimilare concetti utili e di saperli applicare subito, pur trattandosi di attività di promozione e non di un vero e proprio corso. L’obiettivo per il futuro è infatti trasformare queste iniziative in un percorso continuativo e strutturato, che permetta una crescita graduale e più completa.

L’aspetto più impegnativo è stato senz’altro il ruolo di responsabilità nella gestione della sicurezza. Guidare un gruppo così ampio lungo strade molto frequentate, specie nel fine settimana, ha richiesto una costante valutazione delle condizioni e dei potenziali rischi. In questo contesto, il coordinamento con Federico tramite comunicazioni radio è stato fondamentale per garantire controllo e prontezza di intervento.

Se dovessi racchiudere l’esperienza in una sola parola, sceglierei consapevolezza: consapevolezza del proprio movimento, delle azioni che compiamo in moto e delle conseguenze che queste hanno non solo sulla motocicletta, ma sull’intero sistema moto-motociclista. Ed è proprio questa consapevolezza il punto di partenza per costruire maggiore sicurezza, fiducia e padronanza per le motocicliste.

Voci ed emozioni di una giornata su due ruote

Un articolo dedicato alle donne motocicliste merita di avere una voce autentica, capace di raccontare davvero ciò che hanno vissuto. Per questo ho chiesto a tre di loro di condividere le proprie impressioni sulla giornata trascorsa in sella.
Per ogni domanda troverete la loro risposta, accompagnata dal nome della partecipante: parole semplici ma dense di significato, capaci di restituire emozioni, immagini e sensazioni.

Le motocicliste erano molte di più, ma riportare tutte le testimonianze avrebbe trasformato questo scritto in un vero e proprio libro, più che in un articolo di blog. Il mio intento, invece, è quello di trasmettere, attraverso le loro voci, ciò che hanno provato: la passione, l’energia e la libertà che solo una giornata come questa può regalare.


Come hai saputo del corso ?

Rose la Biker: È stato condiviso un volantino in un gruppo whatsapp di cui faccio parte. Maria Pia Binozzi: sono stata invitata da Paola insieme a mia figlia Giada, in quanto avevamo partecipato alla prima edizione svolta ad aprile. Giada Zambonelli: È stata Paola di FMI, che poi ha partecipato anche al corso a inoltrare il volantino a me e mia mamma. Ci eravamo conosciute a Marzo, durante il corso FMI femminile.

E’ stato il primo corso in moto ? 

Rose la Biker: No il secondo Maria Pia Binozzi: no, ne ho fatti altri, non sono propriamente una neofita Giada Zambonelli: Non è stato il primo, a Marzo avevo avuto modo di partecipare al primo Women on Motorcycles e negli anni passati ho frequentato altri corsi.

Com’è stato l’approccio iniziale con la parte teorica sulla posizione in sella e la guida ?

Rose la Biker: È stato breve perché avevano gia fatto un altro corso poco tempo fa dove hanno parlato di piu sulla posizione. Ci hanno mostrato stando sedute sulla moto quale è la posizione corretta e perché. Poi hanno fatto provare a me e ad un altra donna. Maria Pia Binozzi: E’ sempre piacevole rispolverare le posizioni, anche se l’approccio è avvenuto alcuni anni fa. Per la guida tutto ottimo, Sia Federico Pieri che l’altro Federico hanno fatto sentire a proprio agio e sicure proprio tutte. Giada Zambonelli: Per prima cosa ci è stato chiesto di presentarci e dare una piccola descrizione di noi stesse, non avevo mai sentito questa domanda ad un corso, ma l’ho apprezzata veramente tanto. Ho ascoltato attentamente le storie delle ragazze e a fine giornata mi sono resa conto che alcune di loro avevano superato degli scalini veramente grandi.
La lezione è stata poco teorica e molto pratica, con dimostrazioni di come si sta in sella e dei movimenti da fare. Per me è stato un po’ come un ripasso generale, ma risentire le dritte fa sempre bene ed è utile per auto analizzarsi e capire già cosa dobbiamo migliorare.

Durante la prova sulla moto statica, cosa ti ha colpito o aiutato di più a capire i movimenti giusti ?

Rose la Biker: Che la testa va molto piu verso un lato o verso l’altro ( dipende dalla curva ) muovevo le braccia e le spalle ma poco la testa. Maria Pia Binozzi: La simulazione delle curve senza l’appoggio delle mani sul manubrio, che senza una ferma adesione delle gambe al serbatoio non sarebbe possibile Giada Zambonelli: Ho trovato molto utile il far vedere il movimento corretto dagli istruttori, i due Federico, per poi far salire alcune ragazze. Dopo alcune piccole correzioni e consigli su come spostarsi, facevano il movimento giusto in maniera autonoma.

Qual è stata la parte più utile o interessante degli esercizi di riscaldamento in pista ?

Rose la Biker: Fare le curve cosi strette su una pista , è stato interessante perche nn l’ho mai fatto. Mi è piaciuto Maria Pia Binozzi: lo stessa girare in pista, che a basse velocità obbliga a usare tutte le tecniche, prima fra tutte l’utilizzo del freno posteriore, lo spostamento del corpo all’interno delle curve, e la leggerezza sul manubrio Giada Zambonelli: Sicuramente fare gli esercizi subito dopo aver fatto teoria ha reso le cose più facili, perché ci ricordavamo le spiegazioni.
Un’altra cosa molto utile è stata essere divise in due gruppi: in questo modo potevamo vedere l’esercizio delle altre e ricevere spiegazioni dagli istruttori in tempo reale.

Nella lezione sulle traiettorie in strada, cosa hai imparato di nuovo o che non avevi mai considerato prima ?

Rose la Biker: Mi ha aiutato molto il fatto di pensare alle ruote della macchina cioè guida dove la macchina mette le ruote . Poi prendendo la curva ci si puo allargare un po e anche questo mi ha aiutato  Maria Pia Binozzi: E’ stato un ripasso quindi nessuna novità, ho confermato l’utilità dell’entrata corretta per non uscire larghi soprattutto nelle curve destre. Giada Zambonelli: Sembra strano, ma non avevo mai fatto caso a quanta gente invade la corsia opposta in curva, non che non sia attenta quando guido, ma cercando di stare molto a destra, mi scambio sempre bene con gli altri mezzi, a parte alcune eccezioni clamorose.

L’esercizio tecnico individuale lungo il percorso ti ha aiutato a sentirti più sicura ? In che modo?

Rose la Biker: Assolutamente! Mi ha corretto due volte e ho subito messo in pratica quello che mi hanno detto e la cosa proprio piu bello è sentirsi al sicura x poter sperimentare quello che ti insegnano. Per me è risultato proprio uno spazio di miglioramento e sperimentazione. Maria Pia Binozzi: Durante la giornata ho lavorato su tutti gli aspetti della guida sicura su strada, partendo dalle traiettorie corrette che fanno restare sempre lontani dalla mezzeria, il movimento della testa all’interno della curva con lo sguardo verso la fine della curva, spostamento antero-laterale del busto, gambe che fasciano e stringono il serbatoio all’occorrenza. Ripensare e ripercorrere a basse velocità tutto questo rinfrescano la memoria e confermano gli automatismi che serviranno poi quando si esce dalla comfort zone. Giada Zambonelli: Per me era una giornata di test assetto, per un piccolo problema sul ritorno della forcella anteriore, che essendo di derivazione ‘corsaiola’ richiede regolazioni personalizzate e non sapevo effettivamente come si sarebbe comportata. Mi sono accorta di essere un po’ rigida all’inizio, poi chilometro dopo chilometro, sono riuscita a riprendere fiducia, nella mia guida e nella moto.

Qual è stato il momento più bello della giornata: la lezione pratica, la strada panoramica o magari la sosta al Mugello/Borgo San Lorenzo ?

Rose la Biker: La lezione pratica!! Maria Pia Binozzi: E’ stato tutto molto bello, ma la parte che ricordo con più piacere è stato quando Federico ci ha dato modo di presentarci, conoscendo un po’ le storie personali che hanno portato ad acquistare e guidare una moto delle compagne di corso, ed è emerso che le Donne, di qualsiasi età sono delle vere e proprie forze della natura. Giada Zambonelli: Il momento più bello della giornata ovviamente è quando si guida, a me piace moltissimo la strada del Montecarelli e farla con un gruppo di sole donne è stato molto emozionante.
Anche il pranzo è stato veramente un bel momento, abbiamo potuto conoscerci e scambiarci consigli, soprattutto sui viaggi… ne abbiamo parlato per tutto il pranzo.

Affrontando i tornanti stretti di Monte Morello, quali difficoltà hai trovato e quali consigli ti sono stati più utili ?

Rose la Biker: I tornanti li so fare e non mi fanno paura, vado piano e guardo dove voglio andare. Mi fanno un’ pò paura farli in gruppo.  Maria Pia Binozzi: I tornanti di Morello che conosco perfettamente perchè abito non molto lontano dalla zona, sono interessanti e richiedono molta tecnica, per la maggior parte dei motociclisti sarebbe impossibile fermarsi esattamente sulla ‘corda’ riuscendo a tenere la moto  vista la grande pendenza…il consiglio è sicuramente quello di guardare sempre la strada sottostante per verificare l’arrivo di una eventuale macchina, eventualmente fermarsi sulla destra prima di affrontarlo, poi come suggerisce la tecnica allargarsi sull’entrata per trovare la corda dopo metà tornante, aiutandosi anche con il freno posteriore, dopo, con la moto ormai ‘cucita’ sulla destra poi siamo già pronti per proseguire Giada Zambonelli: La mia difficoltà più grande è il poco raggio di sterzo che ha la mia moto, nei tornanti mi ritrovo sempre a battuta e ho l’impressione che si chiuda lo sterzo. Con i consigli degli istruttori (stare morbidi sul manubrio, usare il freno dietro, modulare la frizione per evitare l’on-off, non stare troppo stretti) ho affrontato ogni tornante senza problemi, anche quello più insipido.

Consiglieresti questo corso ad altre motocicliste ?

Rose la Biker: Al 1000% ! Maria Pia Binozzi: Assolutamente si, è un buonissimo inizio per le neofite, e un bellissimo pretesto per stare in compagnia per chi ha già un po’ di esperienza, che può mettere a disposizione di tutte le altre. Giada Zambonelli: Consiglierei sicuramente il corso ad altre motocicliste, il livello è abbastanza basico, ma permette di guadagnare una grande autonomia e sicurezza nella guida. Oltretutto è un modo per passare una piacevole giornata in compagnia di donne e ragazze, tutte con la stessa passione.

Federico Pizzuti (alias PizV4)

Affiancare le motocicliste in questo corso è stato per me qualcosa di davvero bello ed emozionante. Vivo il motociclismo come una grande passione e vedere sempre più donne avvicinarsi a questo mondo, con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, mi dà tanta gioia. Osservare quella “fame” di imparare, il desiderio sincero di migliorarsi e di crescere, è stato un regalo prezioso.

La giornata mi è rimasta impressa in ogni sua fase: dalla presentazione di ciascuna motociclista, ascoltando le loro storie e cosa significhi per loro essere motocicliste, ai primi esercizi nel piazzale, fino ad arrivare ai momenti su strada, dove alcune hanno affrontato paure e insicurezze, superando ostacoli che sembravano grandi. Vederle alla fine della giornata con sorrisi pieni di gioia, più consapevoli e sicure, è stata la soddisfazione più grande.

I progressi sono stati tangibili: c’è chi ha reso la propria guida più fluida, chi ha superato la paura dei tornanti o delle partenze in salita, ma soprattutto ho visto crescere una nuova consapevolezza in sella, un modo di vivere la moto con più fiducia e serenità.

La parte più impegnativa per me è stata sicuramente riuscire a stare al passo con Federico e supportarlo al meglio, senza rallentarlo, affinché le partecipanti potessero vivere l’esperienza nella maniera più costruttiva e bella possibile. Ma anche per noi, in veste di istruttori e accompagnatori, è stato un percorso arricchente: le loro domande, i loro dubbi e i loro progressi hanno reso la giornata speciale per tutti.

Se dovessi racchiudere questa esperienza in una sola parola, direi: crescita. Una crescita condivisa, fatta di emozioni, impegno, sorrisi e tanta passione.

Conclusione

Non è necessario conoscere ogni curva come le proprie tasche per capire che la strada impone rispetto. C’è chi dice che alla strada vada dato del “Lei” e alla moto del “Voi”: un modo di dire che racchiude un concetto fondamentale, ovvero che il rispetto è alla base della fiducia in un contesto, quello motociclistico, che non è mai privo di rischi.

Proprio grazie a esperienze come questa ho avuto modo di maturare nuove consapevolezze, capire dove indirizzare le mie energie e acquisire nozioni utili per crescere come motociclista. Ogni incontro si è trasformato in un’occasione per imparare, migliorare e avvicinarmi a una comprensione sempre più profonda del mondo delle due ruote.

Un ringraziamento speciale va a Federico Pieri, che mi ha concesso la possibilità di raccontare questo evento, a Paola Rigacci, per la disponibilità immediata nel fornirmi informazioni preziose, e a Federico Pizzuti, che ha collaborato con entusiasmo alla stesura dell’articolo. Un grazie sentito anche alle tre motocicliste intervistate, che con le loro impressioni hanno arricchito la narrazione con un punto di vista autentico e diretto.

Questa esperienza non solo mi ha dato conferme, ma ha acceso in me la voglia di approfondire ulteriormente. Oggi mi sento pronto a compiere un passo in più e, con grande interesse, guardo già ai corsi organizzati da Federico Pieri come a una tappa fondamentale del mio percorso da motociclista.

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].

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