Bénédicte

Bénédicte, sei la 50ª motociclista di cui ho l’onore di scrivere. Cinquanta anime forti, resilienti, capaci. Quando penso al percorso di quest’anno con voi, rifletto sul mio futuro nel mondo delle moto: l’enduro mi chiama sempre più forte, ma è anche grazie a te che vedo con chiarezza cosa significa amare una disciplina. Il tuo nome, Bénédicte, ha per me un significato quasi biblico, angelico — sei una vera benedizione, il frutto benedetto di tutte le motocicliste che ho raccontato finora.

E come se non bastasse, parli di una pista leggendaria: Lommel. Per antonomasia, una delle migliori al mondo per il motocross di sabbia. Il Municipal Motocross Center di Lommel, in Belgio, è famoso per il suo terreno sabbioso profondo e insidioso, che si modifica continuamente ad ogni giro, rendendolo un test fisico e tecnico anche per i piloti professionisti.

Il circuito MXGP di Lommel, lungo circa 1.850 m, è progettato per gare di altissimo livello ed è stato rinnovato di recente. Il layout aggiornato ha introdotto una curva “Carousel” — un bending continuo che mette veramente alla prova i piloti —, mentre la pit-lane e la zona di partenza sono state riposizionate per offrire una migliore visibilità agli spettatori.

Questo terreno non perdona: la sabbia diventa sempre più dura, profonda e irregolare con il passare delle moto, rendendo ogni giro una sfida diversa. È una delle piste più faticose al mondo, così tanto che molti la considerano un autentico banco di prova per corpo e mente.

In più, Lommel non è solo leggenda per le gare: è anche un centro di formazione e allenamento, con tre circuiti differenti (MXGP, junior e kids) e persino una pista per moto elettriche.

Sono davvero felice e orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo: cinquanta storie, cinquanta donne che incarnano passione, tenacia e amore per la moto. Il tuo racconto racchiude perfettamente l’essenza dell’enduro — quella forza, quella grazia, quel coraggio — e non vedo l’ora di metterlo in luce nel modo più autentico possibile.

Il Respiro Della Libertà

La moto, per me, è sinonimo di libertà.
È quel soffio di vento che ti accarezza la pelle, è lo spazio aperto che si dilata davanti ai tuoi occhi, è una sensazione che non puoi imprigionare: ti entra dentro, ti cambia, ti plasma. Ogni accelerata è un respiro più profondo, ogni curva un confine che si sposta un po’ più in là.
E poi c’è l’offroad, che è tutta un’altra storia: adrenalina pura. È velocità che vibra nelle ossa, è avventura che chiama il coraggio, è l’istinto di uscire dai sentieri battuti per scoprire di essere sempre più capaci, sempre più vivi.

Il Primo incontro con il mondo offroad

La mia storia inizia in sella a una KTM SXF 450 da cross.
Non avevo punti di riferimento, nessuna base, nessuna esperienza precedente. Solo curiosità. Una curiosità talmente forte da farmi salire su una delle moto più impegnative che potessi scegliere come prima compagna.

È stato il mio ragazzo a insegnarmi tutto.
Da zero.
Mi ha guidata con pazienza, mostrandomi l’offroad in tutte le sue forme. È così che mi sono ritrovata immersa nel mondo dell’enduro, tra percorsi tecnici, pietraie, varianti infinite e una sensazione costante di scoperta. Ogni terreno era una sfida. Ogni sfida, un passo avanti.

Ritorno a casa e la scoperta di Lommel

Cinque mesi dopo il mio primo giro in moto siamo tornati in Belgio, a casa mia.
È stato lì che ho incontrato per la prima volta la pista sabbiosa di Lommel.
La leggenda. La sabbia profonda, imprevedibile, viva. Quel terreno che cambia forma ad ogni passaggio e che non regala mai nulla.

È stato amore immediato.

La sabbia mi ha catturata come una calamita: impossibile resisterle.
In quelle buche profonde, in quella fatica che ti scava dentro, c’era una parte di me che non avevo ancora scoperto. Una parte indomabile. Una parte libera.

La mia moto e le mie prime avventure

Dopo quei mesi pieni di entusiasmo e scoperte, è arrivato il momento di comprare la mia moto.
Da allora — e ormai sono quasi tre anni (gennaio 2026) — ogni avventura l’ho vissuta insieme a lei. Ogni caduta, ogni progresso, ogni sorriso sporco di terra.

Nel 2024 ho disputato una stagione del Trofeo Enduro.
Nel 2025 ho completato la mia prima vera stagione nell’Italiano Motorally, infilando anche qualche gara di cross quando la voglia di sabbia diventava troppo forte per ignorarla.

Per correre presto e correre bene, senza rischiare inutilmente, mi sono affidata a un maestro.
Una guida vera.
Un punto fermo che mi ha fatta crescere, che mi fa crescere tuttora, ogni singolo giorno.

L’Amore per l’offroad: un legame che non cambia

La mia passione non è cambiata.
Amo l’offroad in ogni sua forma, in qualsiasi condizione, con ogni clima, tra gli alberi, sulle rocce, nel fango o nella polvere. Ogni terreno ha una voce diversa, e io voglio ascoltarle tutte.

Ma se devo scegliere, il mio cuore sarà sempre uno:
la sabbia del nord.

Forse perché mi fa sentire a casa.
Forse perché mi ricorda da dove vengo.
O forse perché mi fa sentire libera come nessun’altra cosa.

Ed è per questo che Lommel rimarrà per sempre la mia pista preferita:
il luogo dove ho scoperto chi sono quando sono davvero me stessa.

Quando le Parole Diventano Strade

Spesso mi ritrovo a chiedere alle ragazze di scrivere qualcosa in più. Non perché cerchi risposte da intervista, rigide e sintetiche — tutt’altro. Qui lo spazio non è limitato: si può raccontare senza freni, senza misure, con tutto il sentimento che si vuole. Eppure, a volte, proprio nei racconti brevi si nasconde una forza speciale. C’è un fascino unico nella sintesi quando viene dal cuore: pochi tratti, ma quelli giusti, capaci di disegnare un mondo intero.

Il tuo racconto, Bénédicte, è esattamente così: breve, potente, completo.
È uno di quei testi che, se chiudo gli occhi, mi porta subito dentro Lommel. Ti vedo voltarti, farmi cenno di seguirti. Provo a restarti dietro, ma la sabbia inghiotte le mie certezze. Ho ancora tanto da imparare, e quella pista lo ricorda a ogni buca, a ogni rimbalzo: è un terreno che non concede scorciatoie, ti costringe a imparare dai tuoi errori e ad affrontare te stesso prima ancora del cronometro.

Io non scrivo per lodarti.
Scrivo per ringraziarti.

Perché un racconto come il tuo è ciò che mi serviva per fare il passo successivo, quello più importante: prendere finalmente una moto da enduro e smettere di rimandare.

Ammiro il coraggio che ti rappresenta.
E tu, come molte altre enduriste di cui ho scritto, sei una delle ragioni per cui continuo a farlo: perché attraverso le vostre storie capisco ogni giorno un po’ di più che la passione non è un traguardo, ma una strada. E che vale sempre la pena percorrerla.

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].

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