
Questo articolo ha necessità di essere diviso in più parti, per cercare di conoscere e capire anche dal punto di vista storico la difficoltà dell’impresa che ha compiuto questa donna.
Io non racconto solo di una donna, ma di una persona a cui mi sarei voluto ispirare molto tempo prima e non di fatto perché è donna, ma per il CORAGGIO !
Quel coraggio, necessario a salire su un mezzo sconosciuto per l’epoca, “la moto”, dato che era nata sul finire del ‘800 ed era nella sostanza un telaio con un serbatoio e un motore, molto essenziale. Preferisco non soffermarmi sull’argomento in quanto si svierebbe dal discorso principale, anche se ritengo davvero molto interessante la storia della Motocicletta e le sue origini. Vi lascio il link: https://it.wikipedia.org/wiki/Motocicletta.
Le Donne Motocicliste
Scrivere riguardo alle donne motocicliste mi ha davvero aperto un nuovo mondo di argomenti da scrivere. Ricco di insegnamenti da apprendere da loro. Sono convinto che la qualità più significativa che unisce le donne motocicliste sia “l’Indipendenza”! Le donne che scelgono di salire in sella a una moto dimostrano una determinazione e un coraggio unici.
Ogni viaggio è una nuova avventura, un’opportunità per esplorare il mondo con una prospettiva diversa e per sfidare i limiti personali. L’indipendenza non è solo il desiderio di viaggiare da sole, ma anche la capacità di affrontare le sfide con resilienza e fiducia in se stesse. Queste donne ispirano coloro che le circondano, mostrando che la passione può superare le barriere e che il cammino verso la libertà è spesso accompagnato dal ronzio di un motore sotto il cielo aperto.
Un traguardo non facile da raggiungere o perseguire. I pregiudizi sono numerosi, forse persino eccessivi, ma sapere che all’inizio del secolo scorso esisteva già una pilota di moto mi ha fatto riflettere profondamente… Si scopre sempre qualcosa di nuovo e si continua ad imparare.
Struttura articolo
Ho preso ispirazione a raccontare la storia di questa strordinaria motociclista da diversi siti web e ho ritenuto necessario spiegare in maniera, forse un po pignola, ma attenta la sua origine, purtroppo le info al riguardo non sono molte quindi per ogni paragrafo creato la storia è stata un po romanzata, per cercare di presentare alla lettrice/lettore la sua storia nei minimi particolari.
Resilienza e lealtà


Resilienza e lealtà credo che siano le parole che meglio descrivano una impavida donna motociclista dei primi del ‘900. Con il vento tra i capelli e il battito del cuore che accelera, questa donna si appresta a gareggiare in pista, pronta a sfidare non solo il cronometro, ma anche le aspettative del suo tempo. Vestita con un completo da corsa che unisce praticità e stile, si concentra sul tracciato che si estende davanti a lei, un percorso che simboleggia la sua determinazione e il suo spirito indomito. La pista diventa il suo palcoscenico, e ogni giro rappresenta una conquista personale, un passo verso la libertà che ha sempre sognato.
Era nata a Vigarano Mainarda in provincia di Ferrara.

Vigarano Mainarda (Vigaràn Mainarda in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 7 606 abitanti[1] della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna. Il toponimo Vigarano deriverebbe dal nome di età romana di Vicus Varianus che indicava probabilmente i possedimenti di Varius. Doveva trovarsi nei pressi della via Aemilia Altinate che portava a Este e ad Altino.
Il territorio è stato soggetto nei secoli alle alluvioni ed ai cambiamenti di corso del Po e del Reno, di cui sono evidenti tuttora le tracce, in forma di argini e vecchi alvei.
Vigarano Mainarda fu colpita dai terremoti dell’Emilia del 2012, in particolare dalle scosse del 20 maggio che nel comune provocarono gravi danni alle strutture agricole ed industriali.

Vigarano Mainarda si trova in provincia di Ferrara. La provincia di Ferrara è una provincia italiana dell’Emilia-Romagna di 339 272 abitanti. È la provincia dell’Emilia-Romagna con maggiore estensione di riserve naturali e aree protette, che ammontano a circa 40.000 ettari (più del 15% della superficie totale).
Data di nascita

Nasce il 12/12/1891 del segno del Sagittario. Com’è la donna del sagittario ? Sa essere una saggia consigliera e può insegnare agli altri a vedere il lato positivo di ogni cosa. La donna Sagittario è una fonte di ispirazione per chi desidera dare un senso alla propria vita. È una sognatrice che cerca di vivere con gioia ogni attimo. Lei è un’animatrice, una festaiola. La donna Sagittario è una donna che ama la libertà: le piacciono le sensazioni e le emozioni intense. Ha una personalità solare, sempre ottimista e dinamica, desiderosa di scoprire nuovi luoghi e conoscere ogni forma di piacere. Non sopporta la monotonia e la noia, perché sente il richiamo dell’avventura.
Con il suo entusiasmo contagioso, riesce a coinvolgere gli altri nelle sue imprese e a trasmettere l’amore per la vita. È una viaggiatrice instancabile, sempre pronta a esplorare nuovi orizzonti e a imparare dalle culture diverse. La sua curiosità e il suo spirito avventuroso la rendono un’interlocutrice affascinante, capace di animare ogni conversazione con aneddoti interessanti e prospettive uniche. Tuttavia, la sua sete di libertà a volte può renderla impaziente o insofferente verso qualsiasi limitazione o obbligo. Ma è proprio questa sua ricerca incessante di novità e cambiamento che la rende così speciale e indimenticabile.
Figlia di un Locandiere

Il locandiere è un uomo di mezza età che si trova nella sua locanda. Ha un sorriso cordiale e occhi che brillano di una luce calda, riflessa dal camino acceso. Indossa un grembiule con segni di farina, mentre il suo abbigliamento è modestamente semplice e in ordine
L’attività del locandiere si presenta come un compito affascinante, intriso di significative responsabilità. Questo professionista non si limita a gestire l’alloggio, assicurando un’accoglienza calorosa e cortese per gli ospiti, ma diviene spesso un punto di riferimento per i viaggiatori, offrendo loro preziosi consigli riguardo le attrazioni locali e raccontando storie legate al territorio.
La locanda, con la sua atmosfera accogliente, funge da crocevia di narrazioni e incontri, rappresentando un luogo in cui le strade di innumerevoli viaggiatori si intrecciano, generando una rete di esperienze e ricordi indelebili. La giornata di un locandiere è caratterizzata da una routine di preparativi meticolosi, che va dal servire pasti prelibati al mantenimento di un ambiente pulito e ordinato. Tuttavia, non manca mai di riservare un tocco di sorpresa, grazie alla varietà di persone che varcano la soglia, ognuna con una storia unica da condividere.
Antonio Sambri
Era il padre di Ettorina e poco si sa sul suo conto solo che di mestiere faceva il locandiere, vorrei che grazie ai miei articoli si possa fare un po’ di luce sui genitori di una donna così in gamba. Era un uomo di poche parole, ma di grande presenza. La sua locanda era un punto di ritrovo per viaggiatori e gente del posto, un luogo dove si intrecciavano storie e nascevano amicizie. Si diceva che avesse una risata contagiosa e un sorriso che metteva chiunque a proprio agio. Nonostante le lunghe ore di lavoro, trovava sempre il tempo per la sua famiglia, mostrando un affetto silenzioso ma profondo. Antonio, con la sua dedizione al lavoro e alla famiglia, ha sicuramente influenzato il carattere di Ettorina, trasmettendole quei valori di impegno e ospitalità che lei ha portato con sé nella sua vita.
Ernesta Santini

Mentre la madre Ernesta Santini posso supporre che facesse la casalinga avendo sette figli a cui badare. Tuttavia, Ernesta non era una semplice casalinga; era il cuore pulsante della famiglia, una donna di grande saggezza e forza. Gestiva la casa con amore e dedizione, impartendo ai suoi figli valori di rispetto, onestà e determinazione. Molti raccontano di come riuscisse a trasformare ogni pasto in una festa e ogni difficoltà in un’opportunità per insegnare una lezione di vita. Ernesta era conosciuta in tutta la comunità per la sua generosità e il suo spirito indomito, sempre pronta ad aiutare chiunque avesse bisogno, rendendola una figura amata e rispettata da tutti.
Quinta di sette figli
Ettorina era quinta di sette figli, cresciuta in una casa umile, era immersa in un ambiente ricco di amore e semplicità. La sua famiglia, pur non avendo molto in termini materiali, era unita da un forte senso di comunità e di sostegno reciproco. Ogni giorno, i genitori si impegnavano a trasmettere ai figli i valori fondamentali della vita: onestà, rispetto e gratitudine.
La mamma, con il suo sorriso caldo, insegnava ai bambini a trovare gioia nelle piccole cose, mentre il papà, con la sua saggezza, condivideva insegnamenti che avrebbero guidato Ettorina lungo il cammino della vita. Anche nei momenti difficili, la famiglia si stringeva attorno a un tavolo modesto, ma sempre imbandito con i frutti del loro lavoro e delle loro fatiche.
Ettorina imparò presto che la vera ricchezza non risiedeva nei beni materiali, ma nei legami affettivi e nel supporto che si poteva offrire e ricevere. La sua umile origine non le impedì di sognare in grande; al contrario, la motivò a cercare opportunità e a lottare per un futuro migliore, portando sempre con sé i valori e l’amore che aveva ricevuto nella sua infanzia.
Una famiglia umile

Crescere in una famiglia umile a fine 800 in Italia significava affrontare numerose sfide quotidiane, ma anche vivere in un ambiente ricco di valori e solidarietà. Le famiglie spesso vivevano in piccoli villaggi o comunità rurali, dove il lavoro nei campi era parte integrante della vita di ogni giorno. I bambini aiutavano fin da piccoli nelle faccende domestiche e agricole, apprendendo l’importanza del duro lavoro e del sacrificio.
Nonostante le difficoltà economiche, c’era un forte senso di comunità e le famiglie si sostenevano a vicenda nei momenti di bisogno. Le tradizioni culturali e religiose svolgevano un ruolo centrale, fornendo occasioni di festa e momenti di condivisione che rafforzavano i legami sociali.
L’educazione era un privilegio per pochi, ma coloro che potevano permettersi di mandare i figli a scuola vedevano in essa un’opportunità per migliorare il proprio futuro. Le storie e le esperienze tramandate di generazione in generazione arricchivano la vita quotidiana con saggezza e insegnamenti preziosi.
In questo contesto, l’umiltà e la resilienza erano qualità fondamentali, e chi cresceva in tali condizioni imparava a trovare gioia nelle piccole cose, a valorizzare le relazioni umane e a nutrire la speranza di un domani migliore.
Donna dall’aspetto Androgino

una donna dall’aspetto androgino nei primi 900 che vestiva da maschio, sfidando le convenzioni sociali dell’epoca, camminava con sicurezza per le strade della città. Il suo abbigliamento, composto da pantaloni eleganti e giacca impeccabile, attirava gli sguardi curiosi dei passanti, ma lei non se ne curava. Era una pioniera, un simbolo di libertà e autodeterminazione, che rivendicava il diritto di esprimere la propria identità al di là delle rigide aspettative di genere. La sua figura divenne presto iconica, ispirando altre donne a seguire il suo esempio e a esplorare nuove forme di espressione personale. Mentre l’Europa attraversava un periodo di grandi cambiamenti, la sua presenza rappresentava una sfida silenziosa ma potente alle norme del tempo, contribuendo a tracciare un sentiero verso l’uguaglianza e l’emancipazione.
Termine articolo
La prima parte della storia dedicata alla motociclista e campionessa Ettorina Sambri si conclude qui. La seconda parte arriverà tra circa dieci giorni (o forse anche un po’ di più). Spero che questa mia introduzione vi abbia catturato e intrattenuto. Se avete curiosità, idee o domande al riguardo, non esitate a contattarmi via email. Grazie per aver seguito con interesse la storia di Ettorina Sambri. Nei prossimi capitoli, esploreremo nuove avventure e sfide che la nostra protagonista dovrà affrontare, rivelando aspetti inediti della sua vita e del suo carattere. Restate sintonizzati per scoprire come le sue passioni e determinazione la guideranno verso traguardi ancora più ambiziosi. Nel frattempo, vi auguro una buona lettura e vi aspetto con entusiasmo per continuare questo viaggio insieme.

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].


