Il quinto giorno di tour con la mia Suzuki V-Strom 650, con l’influencer motociclista Frecciaverde sulle Dolomiti
Introduzione
Ciao a tutti, amanti delle due ruote! Oggi vi racconto del mio quinto giorno di avventura in sella alla mia fidata Suzuki V-Strom 650, un’esperienza che ha mescolato adrenalina, risate e panorami mozzafiato. E chi meglio di Frecciaverde, l’influencer motociclista con più seguaci di una rockstar, poteva guidarci attraverso le magnifiche Dolomiti? Un tour in moto può anche essere occasione di relax, ma con un leader come Frecciaverde, ogni curva è un mix di velocità e risate!



La partenza rilassata
Il meteo oggi non è dei migliori: nubi minacciose incombono e qualche goccia ci ha già salutato. Frecciaverde, con l’occhio allenato di un meteorologo e l’anima di un vero motociclista, decide di risparmiarci una doccia “esclusiva” dal cielo delle Dolomiti. Così, partiamo con più serenità verso le 9 e mezza, anziché alle 9 come previsto. Dopotutto, oggi è relax! La nostra prima tappa? Il Passo Fedaia, un luogo che ormai conosciamo come le nostre tasche.
Verso il Passo Fedaia
Il Passo Fedaia è come un vecchio amico che non ci delude mai. Oggi, sentiamo l’adrenalina scorrere un po’ più del solito e, con un pizzico di audacia, osiamo con le nostre moto. Forse ci divertiamo più del dovuto, ma che cos’è la vita senza un po’ di rischio? Non è degna di essere vissuta. E così, tra curve e risate, ci dirigiamo verso Canazei, pronti ad affrontare il Passo Sella con lo stesso spirito avventuriero.
Curva dopo curva al Passo Sella
Le curve del Passo Sella ci accolgono con braccia aperte e noi, colmi di adrenalina, non ci facciamo pregare. È qui che il paesaggio si trasforma in un dipinto vivente, con le cime montuose che sembrano volerci raccontare storie di tempi antichi. Ogni curva è un’opportunità per sentirsi vivi, per sentire il vento e il rumore del motore che diventano una sinfonia perfetta.
Una pausa al bar “In Sella”
Dopo tanta adrenalina, una pausa è d’obbligo. Ci fermiamo al bar “In Sella”, dove Frecciaverde ci accoglie con un sorriso e un invito irresistibile: “Che ne dite di un bel caffè che ve lo offro io?” Questa gentile offerta ci coglie di sorpresa e ci riconferma le capacità organizzative di questo professionale tour-operator. Un caffè in compagnia, con il rumore delle moto in sottofondo, è un momento di pura felicità.

L’avventura in cabinovia

Rigenerati dal caffè, ci dirigiamo verso le Telecabine Goldenbahn, una sorta di giostra moderna che ci porta rapidamente al Rifugio Toni Demetz. Mentre aspettiamo il nostro turno, mi incuriosiscono gli occhiali di Frecciaverde: economici e fighi, a detta sua tra i migliori che abbia mai avuto. Salire sulla cabinovia è un’esperienza unica, e gli addetti del luogo mi aiutano gentilmente a sistemarmi, dato che sono un po’ più robusto del normale.

La meraviglia del panorama
Il panorama che si svela durante il viaggio in cabinovia è semplicemente incredibile. Le Dolomiti si stagliano all’orizzonte con una bellezza che toglie il fiato. Le montagne verdi si ergono maestose, quasi a ricordare le ambientazioni del “Signore degli Anelli”. Questo è uno di quei momenti in cui capisci perché un tour in moto può anche essere occasione di relax: la natura ti avvolge e ti invita a rallentare, a goderti ogni singolo istante.

Una colazione al Rifugio Toni Demetz
Arrivati al Rifugio Toni Demetz, non possiamo resistere a una seconda colazione a base di strudel e crema, una delizia che ci fa dimenticare ogni pensiero. Qui, tra chiacchiere e risate, il tempo scorre velocemente e noi ci sentiamo parte di una grande famiglia di motociclisti, uniti dalla passione per la strada e le avventure.

Ritorno e grigliata in hotel


Dopo aver goduto dello splendido panorama, torniamo verso l’hotel, dove ci aspetta una grigliata all’aperto. Il profumo della carne alla brace ci accoglie come una carezza e, dopo una mangiata superba, decido che è giunto il momento di un giretto in solitaria. Senza navigatore, prendo una strada a caso e mi ritrovo sul Passo Pordoi, dove scatto foto meravigliose da aggiungere al mio album di ricordi.



La cena con Frecciaverde
Rientrato in hotel, vengo accolto dall’odore inconfondibile della carbonara. Lo chef della serata è niente meno che Frecciaverde, che da buon romano ci delizia con una superba carbonara. Il suo talento culinario è pari solo alla sua abilità di guida, e noi apprezziamo ogni boccone come se fosse l’ultimo.

La riflessione finale
Comincio a sentire la fine di questa vacanza avvicinarsi, dato che siamo al quinto giorno. Tuttavia, penso che ci aspettano ancora delle avventure e vado a dormire sereno. Nonostante la moto sia una passione dettata dall’adrenalina, ogni tanto è bene fermarsi e godersi l’ambiente e i panorami della montagna. La bellezza delle Dolomiti, la compagnia di amici motociclisti e l’adrenalina della guida: tutto ciò rende questa esperienza indimenticabile.
Conclusione
Partecipare a una vacanza in montagna è una necessità per ogni motociclista. Ogni curva è un’opportunità per sentirsi vivi, ogni pausa è un momento di condivisione. Un tour in moto può anche essere occasione di relax, e le Dolomiti ce lo hanno dimostrato in ogni singolo istante. Non posso che ringraziare Frecciaverde e la mia Suzuki V-Strom 650 per aver reso questo viaggio un’avventura indimenticabile. Alla prossima curva, amici motociclisti!
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