Julia Spina

La Donna motociclista: Giulia, in arte Iamjay.92

Giulia, conosciuta nel mondo dei motori e sui social come Iamjay, è una donna con le idee chiare, determinata e consapevole del proprio percorso. L’ho scoperta attraverso Spavald 92, noto YouTuber romano e suo compagno di vita, una figura che seguo e stimo da tempo per la sua genuinità e autenticità, qualità rare nel panorama digitale italiano.

Insieme, Giulia e Spavald formano una coppia solida, non solo nella vita privata, ma anche nel lavoro. Per questo ho scelto di aprire il racconto con entrambi: perché dietro una donna che corre forte — in moto e nella vita — c’è spesso un uomo che non la ostacola, ma la affianca, la incoraggia e la sostiene, riconoscendone il valore e la forza. È una dinamica di parità e di rispetto reciproco, che merita di essere messa in luce.

E, visto che siamo a Roma, concediamoci pure un’espressione cara alla nostra tradizione: diamo a Cesare quel che è di Cesare — o meglio, a entrambi ciò che spetta a ciascuno. Perché il successo condiviso nasce quando si cammina (o si corre) fianco a fianco.

“La scintilla che accende il motore dell’anima”

La mia passione per le moto è nata quando ero ancora una bambina. Mio padre, motociclista da sempre, mi ha trasmesso questo amore profondo per le due ruote. Ogni volta che mi portava con sé, sentivo il vento addosso e la libertà corrermi nelle vene. Con lui ho imparato cosa significa vivere la strada, rispettarla, sentirla. Nasco zavorrina, sì, ma con il cuore già proiettato a essere pilota della mia vita.

Mia madre, invece, ha sempre visto le moto con un certo timore. Fin da quando avevo 14 anni e chiedevo il patentino, lei cercava di proteggermi da ciò che non poteva controllare. Non era cattiveria né semplice divieto: era amore, quello che mette davanti la paura di perderti alla voglia di vederti felice. Crescendo ho capito che il suo “no” non era contro di me, ma per me. Forse aspettava solo che io fossi davvero pronta, che fossi padrona della mia vita prima di imboccare quella strada.

A 28 anni ho fatto un passo importante: sono andata a vivere da sola. È stato un gesto di autonomia, un atto di affermazione personale. In quel momento ho sentito che il tempo era maturo, che quella passione doveva finalmente trovare spazio, senza più compromessi o paure ereditate. Così, la prima cosa che ho fatto è stata prendere la patente per la moto. È stato come ritrovare una parte di me che era rimasta in sospeso, come dare voce a quella bambina che aveva sognato per anni.

Forse, in fondo, i genitori sperano proprio questo: che un giorno noi possiamo scegliere con coscienza, senza bisogno che loro ci tengano la mano. Perché anche quando non ci accompagnano lungo una strada, il loro amore ci cammina accanto.

“Non sono salita in moto. L’ho conquistata”

È incredibile pensare come, all’inizio, nel mio immaginario esistessero solo le moto sportive carenate. Le vedevo come l’essenza stessa del motociclismo. Eppure, alla fine, il mio cuore ha trovato casa altrove. Sono finita tra le braccia nude, autentiche, ruvide e vere… delle moto naked.
La mia prima vera storia d’amore? Una MT-03.
In soli 7 mesi, ci ho fatto 15.000 km. Quindicimila!
Pensa, magari oggi ti aspetti che alla fine io sia salita davvero su una sportiva, no? E invece no… quella piccola 03 mi ha cambiato la vita. Mi ha insegnato che non serve inseguire un’idea preconfezionata per sentirsi biker. Basta sentire il battito del cuore ogni volta che si gira la chiave.

Da lì è iniziato tutto. La mia vita da motociclista.
La prima uscita, me la ricordo come fosse ieri: “Ma io mi sono persa tutto questo per anni?”
Perché tu, moto mia, non sei stata un semplice mezzo. Sei stata una compagna. Una guida. Una liberazione. Come una bambina che muove i primi passi, io ho imparato a vivere su due ruote. A sentirmi viva. A farlo da sola. A farlo insieme a te.

Con te ho abbattuto muri. Paure. Ansie. Con te ho lottato contro tutti quei pensieri che mi dicevano “non ce la farai”, “è un mondo da uomini”, “non è per te”. Ma io ho avuto perseveranza. Non mi sono mai arresa. In un universo che sembrava cucito solo addosso agli uomini, io ho cucito il mio spazio. Con le mani sporche di catena, con le ginocchia tremanti all’inizio, con la voglia incrollabile di esserci.
Non per dimostrare qualcosa a qualcuno, ma per vivere davvero la mia passione.

Con te ho sentito la libertà sulla pelle.
Hai cambiato per sempre il sapore del mare, dei tramonti, dei viaggi.
Tutto è diventato più intenso, più vero, più mio. Mi hai regalato adrenalina e paura, gioia e inciampi. Mi hai fatto piangere e ridere, tremare e volare. Mi hai fatto innamorare di me stessa come mai prima.
Dopo sedici anni passati da zavorra, ho imparato a contare solo sulle mie sensazioni, la mia guida, il mio istinto. E ogni volta che ti guardo, penso a quanta strada ho fatto… non solo quella sull’asfalto, ma quella dentro.

Grazie, moto mia. Perché sei stata il mio coraggio, il mio riscatto, il mio grido silenzioso in un mondo che non mi voleva. E ora lo so: Nel motociclismo, rischio e felicità sono due facce della stessa medaglia.
E io ho scelto di tenerla stretta tra le mani, ogni volta che salgo in sella. Ora guido una Triumph Street Triple 765R.

“In Sella con Coraggio: Il Motociclismo Raccontato da una Donna, per le Donne”

Quando ho iniziato il mio percorso per diventare motociclista, la prima difficoltà che ho incontrato è stata proprio questa: non riuscivo a trovare una donna a cui ispirarmi, una voce femminile che parlasse di moto con sincerità, passione e senza filtri. Così è nato il mio canale YouTube.

Non mi sento un’esperta, e non voglio nemmeno sembrarlo. Sono una ragazza che ha deciso di mettersi in gioco, che ama le moto e che crede profondamente che nessuna di noi “nasca imparata”. L’umiltà è la mia bussola: ogni errore è un’occasione per crescere, ogni passo avanti una piccola conquista da condividere.

Il mio obiettivo? Essere una compagna di viaggio per tutte quelle donne che vogliono avvicinarsi al mondo del motociclismo, ma magari si sentono spaesate o poco rappresentate. Voglio testare moto pensando alle esigenze femminili, dare consigli pratici, raccontare le mie sensazioni in modo onesto — da donna a donna — e creare uno spazio in cui ci si senta accolte, comprese e motivate.

Se anche tu sogni la libertà su due ruote, spero che in questo canale tu possa trovare ispirazione e fiducia.

“Motovibes con Giulia: Esperienze, Fail e Consigli Real Life”

Il canale YouTube di Giulia è una vera miniera d’oro per gli appassionati di moto e per chi si sta avvicinando a questo mondo. Con oltre 80 video pubblicati, e oltre 2 Milioni di Views, il suo spazio online è molto più di una semplice raccolta di recensioni: è un diario autentico, vissuto in prima persona, dove condivide esperienze, emozioni e consigli preziosi.

Ciò che colpisce fin da subito è il suo stile comunicativo: diretto, semplice, genuino. Giulia parla come se fosse davanti a te, con un tono informale ma sempre chiaro e intuitivo, rendendo ogni video accessibile a chiunque, anche a chi è alle prime armi.

Quando descrive una moto, non si limita a elencarne le caratteristiche tecniche: racconta il suo approccio personale, parla delle difficoltà incontrate, degli errori commessi e delle lezioni apprese. È questa trasparenza che fa la differenza. Giulia è una motociclista autentica, appassionata e consapevole, che non lascia nulla al caso e che riesce a trasmettere fiducia e motivazione a chi la ascolta.

Seguire Giulia significa entrare in contatto con un mondo fatto di passione, sincerità e voglia di crescere… sempre con il casco ben allacciato e un sorriso sincero sotto la visiera.

Il racconto di Giulia, tra dolore, paura e forza: un appello a chi guida con troppa leggerezza.

L’incidente in moto è l’incubo che ogni motociclista — donna o uomo che sia — tiene in un angolo del cuore. È quel pensiero scomodo che spesso scacciamo, perché l’amore per la libertà su due ruote è troppo forte. Ma quando succede, quando quel pensiero si fa carne e dolore, si entra in un territorio che non si dimentica più.

Giulia l’ha vissuto. E ha deciso di raccontarlo.
Non con rabbia. Non con voglia di sensazionalismo. Ma con quella voce rotta, lenta, piena di emozione vera. Ha raccontato la sua caduta con lucidità, ma anche con un rispetto profondo per ciò che ha passato. Senza spettacolarizzare il dolore, senza farne un contenuto da click. Solo con l’intenzione di condividere un’esperienza che può – e deve – far riflettere.

Le fratture riportate sono state gravi. La degenza in ospedale è durata trenta lunghissimi giorni. Giorni fatti di dolore fisico, certo, di paura, di momenti in cui la mente corre e immagina il peggio.
Eppure, alla fine di tutto, Giulia è uscita dall’ospedale sulle sue gambe. Un gesto che per molti è normale, ma che per lei è diventato il simbolo di una rinascita. Di una forza che va oltre il corpo: è quella dell’anima, della volontà, della resilienza.

Questa storia parla a tutte noi, donne motocicliste.
A chi ha già vissuto la paura. A chi ogni giorno indossa il casco con amore, ma anche con consapevolezza.
Ma soprattutto, questo racconto deve arrivare a chi guida un’auto.

Perché chi guida un’auto ha tre specchietti. Ha visuale. Ha protezioni. Ha comfort.
E ha il dovere di tenere gli occhi – e la concentrazione – sulla strada.
Basta un attimo di distrazione, un messaggio letto, uno sguardo perso, e si può spezzare una vita. O cambiarla per sempre.

La moto non è solo un mezzo. È una scelta di libertà.
E ogni motociclista sulla strada merita rispetto, attenzione, spazio.
Dietro ogni casco c’è una persona. Una storia. Un cuore che batte.

Giulia ha avuto coraggio. Non solo per affrontare il dolore, ma per parlarne.
Per far sì che il suo racconto sia un avvertimento, un invito alla coscienza, un atto d’amore verso tutte noi. Non serve vivere un trauma per diventare più attenti. Basta ascoltare davvero. E non dimenticare.

Il ritorno in moto non è solo una scelta, è un atto di coraggio.

È la prova definitiva che la passione non è mai svanita, che brucia ancora sotto la pelle, viva e testarda. Julia non si limita a risalire in sella: sceglie di affrontare il traffico, le sue paure, le strade che un tempo la hanno vista cadere. Lo fa per un gesto apparentemente semplice: ricomprare i guanti. Ma in realtà sta stringendo di nuovo un patto con sé stessa. E allora sì, ci sta tutta l’espressione romana: “Mecojoni, Julia.”

Fra il timore di non ricordare più come si guida e l’adrenalina che scorre veloce nelle vene, il ritorno in moto ha il sapore di un momento irripetibile, quasi sacro. Lei stessa lo descrive così: “Come fare l’amore per la prima volta.”
Una frase che non è solo poesia, ma verità: perché tornare in sella dopo tanto tempo, dopo un dolore così profondo, significa lasciarsi toccare da emozioni pure, nuove e antiche insieme, forti come un battito che esplode nel petto.

E poi, il gesto più potente di tutti: tornare davanti a quell’ospedale. Quel luogo che l’ha vista spezzata, immobile, per un mese intero. Ma oggi ci torna così, otto mesi dopo, in sella a Guendalina, la sua MT-07, rombante e viva come il cuore che batte sotto la giacca. Qualche dolorino? Certo. Ma non ha importanza.
Perché il dolore passa. Il coraggio resta.
E lei, adesso, è tornata.
Più forte, più innamorata. Più viva.

Tutta la famiglia e il personale sanitario sono stati vicini a Julia durante la sua degenza in ospedale dopo l’incidente, ma tra tutte le presenze una in particolare ha brillato per intensità e dedizione: quella di Spavald92. Non si è trattato solo della sua costante presenza ogni pomeriggio fino a sera, ma del modo in cui è rimasto accanto a lei, con una delicatezza e una forza che solo un amore autentico sa esprimere.

Nei giorni di dolore, quando le parole non bastavano, c’era il suo sguardo, la sua mano tesa, la sua voce pronta a consolarla. È in quei momenti che il loro legame ha rivelato tutta la sua profondità: non era solo un’unione nata nella gioia, ma una complicità capace di attraversare anche la sofferenza. In ospedale, tra le pareti fredde della stanza, Julia non si è mai sentita sola, ma profondamente amata. Perché l’amore vero si riconosce proprio così: quando resta, quando consola, quando sostiene — e quando sa farlo ogni giorno, senza mai smettere di esserci.

La Pista ?!?

Non ho (ancora) mai davvero messo le ruote in pista—se escludiamo una mezza giornata di fuoco al Sagittario di Latina con la moto, ma quella è un’altra storia e non conta. Fino ad oggi mi sono persa – o meglio, persa con piacere – tra i tornanti dei passi di montagna, tra curve da abbracciare e panorami da mozzare il fiato. Ma ora è arrivato il momento di cambiare ritmo.

A fine mese affronterò la mia prima vera esperienza in pista, con il corso di Tutti Pazzi Per La Pista! Ed è un mix stranissimo di emozioni: da una parte l’adrenalina che sale solo all’idea, dall’altra quel brivido sottile che sta a metà tra l’entusiasmo e il terrore puro. Non so se sarà amore a prima staccata o panico alla prima curva… ma una cosa è certa: non vedo l’ora di scoprirlo.

Che sia l’inizio di una nuova dipendenza?

Il mio passo preferito ?

I miei preferiti? Il Passo delle Capannelle, sì… ma la Variante Veloce per Tagliacozzo è pura follia controllata. Lì non si guida: si vola. Niente tornanti a frenare la corsa, solo curve larghe e veloci, fatte per chi ha il fuoco dentro. Ogni apertura di gas è un’esplosione, l’asfalto scompare sotto le gomme e il mondo si restringe a un’unica traiettoria perfetta. La moto ruggisce, vibra, spinge. È libertà allo stato puro, selvaggia, indomabile. In quei momenti non esiste altro: solo io, la strada, e l’adrenalina che esplode in ogni cellula.

“Motocicliste per Passione: Insieme, Più Lontano”

Guardo al futuro sulle due ruote con il cuore pieno di entusiasmo, libertà e voglia di scoprire nuovi orizzonti. Ma ciò che desidero più di tutto è creare qualcosa di speciale: un gruppo di donne unite dalla stessa passione per il motociclismo, pronte a vivere insieme avventure indimenticabili, costruire legami autentici e dare voce a un mondo che troppo spesso è raccontato solo al maschile.

Sto cercando compagne di strada, anime affini con cui condividere ogni curva, ogni viaggio, ogni emozione. Insieme, voglio portare questa energia sul mio canale YouTube e sui social, per mostrare quanto può essere potente, libera e bella la passione femminile per le moto.

Il mio obiettivo è creare una vera e propria sorellanza su due ruote, dove ogni donna si senta rappresentata, accolta e ispirata. Voglio contribuire a far crescere la presenza femminile nel motociclismo, abbattere i pregiudizi e far conoscere sempre di più questo mondo a tutte coloro che sognano di viverlo, ma non hanno ancora trovato il coraggio o le giuste compagne di viaggio.

Perché il motociclismo non è solo motori e velocità: è libertà, forza, sorellanza. E insieme, possiamo farlo brillare di una luce nuova.

“Grazie Julia, per la Strada che Ci Mostri”

Con immensa gratitudine, io Saimon Raia, voglio dedicare queste parole a Julia, una creatrice di contenuti che riesce sempre a stupire con la sua autenticità, l’ironia mai forzata e l’attenzione ai dettagli che rende ogni suo video un piccolo viaggio emozionante. I suoi racconti dalla Francia e dal Marocco sono stati fonte d’ispirazione e testimonianza di una passione vissuta profondamente, senza artifici, semplicemente con il cuore.

Julia rappresenta per me — che al momento non ho una moto — una delle ragioni più forti per continuare a credere nel mio progetto. Lei, come tante altre motocicliste, è la dimostrazione vivente che la vera passione non ha bisogno di maschere, ma si esprime nell’essere sé stesse, nel condividere esperienze sincere e nel trasmettere emozioni vere.

Un grazie speciale anche a Spavald92 per averci fatto conoscere questa Valchiria su due ruote, una donna dal cuore nobile e sincero che non smette di ispirarci.

Grazie di cuore, Julia, per quello che fai e per come lo fai.

“Non smettere mai di seguire la strada che ti accende l’anima, perché è lì che troverai la tua vera direzione.”

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].

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