“Otto Mesi, un Motore e un’Idea di Troppo”
Avete presente quando, dopo otto mesi di moto, vi arriva quella classica idea assurda — una di quelle che, già mentre nasce, senti che non dovrebbe nemmeno esistere?
Ecco, una di quelle.
Non parlo della solita scemenza tipo “suono un campanello e scappo”. No, troppo semplice.
Parlo del livello successivo: suono il campanello, dico che devo consegnare le pizze, mi aprono — e io, con la serietà di un professionista del disastro, butto dentro una scatola di petardi. Ma non i soliti con le miccette legate insieme, no: dentro ci ho messo i Mefisto rossi, quelli che sembrano progettati da un artificiere con l’umorismo di un bambino di sei anni.
Ecco, questa era — più o meno — la gravità della mia idea.

L’Idea: un’Estate in Ritardo
Cosa ho fatto? Semplice.
Mi sono detto: tutti i motociclisti vanno all’Elefantentreffen, ma nessuno si azzarda a Livigno… a dicembre.
E allora perché no?
L’idea — palesemente discutibile — nasce così: dalla curiosità di capire se avrebbe funzionato o meno.
Il tutto con un obiettivo tecnico ben preciso: testare le mitiche Anlas Winter Grip, quelle gomme invernali che promettono miracoli sulla neve.
Il Piano: Prepararsi al Freddo
Decido di affrontare la cosa con un minimo di metodo.
Mi presento dal mio concessionario Suzuki dell’epoca — di cui preferisco non fare nomi, per rispetto della privacy — e gli espongo il mio piano.
Essendo lui un esperto di guida in fuoristrada, pensavo potesse darmi qualche dritta utile.
Nel frattempo, per darmi un’aria di serietà e non sembrare l’ennesimo squilibrato con un casco in testa, prenoto anche un hotel a Bormio, per il 14, 15 e 16 dicembre 2021.
Così almeno, se andava tutto storto, avevo un letto caldo e un piano B.
L’Incontro: la Risposta che non Ti Aspetti
Entro in concessionaria, gli spiego la mia idea e gli chiedo una mano a trovare le Anlas Winter Grip a buon prezzo.
Lui mi guarda, sorride e mi risponde con una tranquillità disarmante:
“Le gomme te le trovo io.”
Poi, come se niente fosse, aggiunge:
“Ci vuoi andare a EICMA?”
Ovviamente la mia risposta fu un entusiastico “Certo! E mi pagò anche quello!”.

La Persona Dietro la Moto
Non farò nomi, ma posso dire con certezza che la persona che mi ha aiutato in questo progetto è davvero straordinaria.
Un uomo umile, comprensivo, capace e con una praticità disarmante.
Mi ha insegnato molto — non solo sulle moto, ma su me stesso.
Mi ha dato fiducia, mi ha fatto crescere, e ogni tanto… sì, lo ammetto, mi manca.
La Moto
La protagonista di questa avventura era lei: una Suzuki V-Strom 650 del 2020, equipaggiata con tris di borse Givi, barre laterali di protezione, manopole riscaldate e — ciliegina sulla torta — le muffole.
Insomma, una signora moto pronta a tutto… o quasi.
La Caccia alle Gomme
Ve la faccio breve: dopo tre settimane di ricerca, le famose Anlas Winter Grip erano praticamente introvabili.
O meglio, si trovavano — ma vecchie, ferme da chissà quanto in magazzino.
È lì che la saggezza del mio amico concessionario (di cui, per rispetto della privacy, preferisco non fare il nome) è venuta in soccorso.
Mi chiama e mi dice:
“Tranquillo, ci penso io. Ti fornisco un treno di gomme scelte da me.”
Il Viaggio Improvvisato
Io ero a casa quando mi arriva la sua telefonata.
“Vieni che ti do le gomme.”
Semplice, no? Peccato che da casa mia alla concessionaria ci fossero 220 chilometri tra andata e ritorno.
Mi vesto, casco in testa, e prima di uscire do un’occhiata fuori: nevica.
Ehehe… giustamente.
Sulla moto, però, avevo ancora le Pirelli Scorpion Trail II, che sulla neve sembrano due slick da competizione: perfette per tutto, tranne che per restare in piedi.
Ma penso: “È neve fresca, non ha ancora attaccato… ce la posso fare.”
E parto.
Dopo 300 metri in discesa da casa mia, solo asfalto pulito.
Un segno del destino, mi dico.
L’Incontro e il Dubbio
Arrivo alla concessionaria — zuppo ma fiero — e lui mi accoglie con un sorriso da film western.
“Eccole qua, le tue gomme.”
Le guardo e mi sorge un grosso dubbio: due pneumatici con tasselli così aggressivi che sembravano progettati per scalare muri in verticale.
Lo guardo perplesso, lui ride e mi dice:
“È una combinazione studiata da me, fidati.”
E non vi tengo sulle spine: quella combinazione, poi, si sarebbe rivelata una scelta geniale.
La Scelta delle Gomme
Alla fine, la combinazione scelta dal concessionario si rivelò sorprendente: Pirelli Scorpion Rally all’anteriore e Michelin Anakee Wild al posteriore.
Un dettaglio che mi è rimasto impresso del giorno della consegna è stato il modo in cui mi ha spiegato il funzionamento delle gomme: con le nocche delle dita mi ha mostrato come i tasselli avrebbero lavorato sulla neve, trasferendo esperienza pratica e fiducia nel materiale che stavo per utilizzare.
Una Nota di Sicurezza
Vale la pena sottolineare un punto importante: se quel giorno il comune avesse vietato la circolazione in moto, il viaggio a Livigno non sarebbe mai partito. Questo dimostra quanto sia cruciale considerare sempre le condizioni legali e di sicurezza prima di affrontare viaggi su strade invernali.
Il Test sul Passo dell’Abetone
Prima di partire per Livigno, ho deciso di effettuare un test preliminare sul Passo dell’Abetone, per valutare come la moto e le gomme si comportassero su strade invernali.
Sono partito da casa con le strade ancora ghiacciate, impostando le pressioni a 2.7 bar sull’anteriore e 2.9 bar sul posteriore.

Arrivato in cima al passo, la strada era più sporca che ghiacciata, ma le gomme hanno reagito molto bene: il comportamento ricordava quello su una fanghiglia compatta di neve, confermando la loro efficacia.
Il Primo Traguardo
Raggiungere la cima del passo rappresentava il primo obiettivo concreto del viaggio: superare questa prova mi ha dato sicurezza e orgoglio.
Psicologicamente, mi sentivo pronto per affrontare Livigno, con la consapevolezza di avere gli strumenti giusti e la preparazione necessaria.


