Luciana Perini

Luciana: La Forza della Volontà

“Ed eccoci qui. Numero 99. Sei la penultima di questo viaggio, Luciana, ma non lasciarti ingannare dal numero: il tuo valore non si misura per ordine d’arrivo, perché è semplicemente immenso. Ogni volta che racconto la storia di una motociclista, sento questa community crescere in forza e consapevolezza, e tu, Lucy, ne fai parte a pieno titolo e con estremo merito.

La tua storia mi ha colpito: hai un’intraprendenza rara e quella capacità di non farti fermare da nessun ostacolo. È proprio questo il ‘valore aggiunto’ che distingue chi va semplicemente in moto da chi è una Vera Motociclista.

Voglio dirti una cosa che sento profondamente: tutti sanno parlare di cadute, ma pochi sanno cosa significhi davvero rialzarsi. C’è chi resta a terra ad aspettare, e poi ci sei tu. Tu, che forse dovrei smettere di chiamare ragazza per chiamarti Donna con la D maiuscola. Hai dimostrato di avere una grinta fuori dal comune; ti tiri su con una forza di volontà che non ammette rese.

Mi piace la tua tempra, Luciana. Mi piace quella tua pura determinazione di voler andare avanti sempre, nonostante tutto. Sei un esempio di cosa significhi avere carattere e cuore sotto la giacca di pelle.”

Saimon Raia

La Scintilla e la Scelta

“Cosa significa per me essere una motociclista? La mia passione non è nata con me, è arrivata per gradi, quasi in silenzio. Tutto è iniziato otto anni fa quando ho incontrato Marco (Franky) e sono salita per la prima volta in sella. Da passeggera.

Ricordo ancora i primi dieci minuti: erano pura paura. Poi, all’improvviso, il click. Sotto quel casco ho iniziato a sentirmi bene, al sicuro, nel posto giusto. A pensarci bene, forse le moto non mi erano mai state indifferenti: da ragazzina, mentre le mie amiche ascoltavano pop band, io passavo i pomeriggi nei campi da cross a guardare gli amici girare, con i poster di Tony Cairoli e Bubba Stewart appesi in camera. Quella fiamma era già lì, sepolta sotto la cenere, ma ci ho messo anni per darle un nome.

Per sei anni sono rimasta ‘dietro’. Ho macinato più di 100.000 km di asfalto, viaggi e scoperte, guardando il mondo dalle spalle di un altro. Ma nell’ottobre del 2023 qualcosa si è rotto e si è ricomposto in modo nuovo. Ho capito che guardare non mi bastava più. Quella sella posteriore era diventata troppo stretta. Volevo guidare io.

Dal Piazzale all’Oriente: La Nascita di una Viaggiatrice

“Tutto è cominciato in un piazzale deserto vicino a casa. Io, un vecchio XT degli anni ’90 e la pazienza infinita di Franky a farmi da guida. Quei primi metri incerti, tra frizioni rilasciate piano e il timore di cadere, sono stati il mio battesimo del fuoco. Ma la scintilla era ormai diventata incendio: ancora prima di avere la patente in mano, ho scelto lei, la mia prima compagna di avventure, una KTM 390 Adventure. Insieme siamo partite per la Sardegna, assaggiando per la prima volta la polvere degli sterrati e il sapore della libertà totale. È stato l’inizio di tutto, ma dentro di me sentivo che era solo l’antipasto. Volevo più strada, più chilometri, volevo che il mondo diventasse la mia casa.

A marzo 2024 il cerchio si chiude: arriva la patente. E a giugno, il salto definitivo: la BMW F800 GS. Con lei non ho comprato solo una moto, ho comprato un passaporto per l’ignoto.

Solo due mesi dopo, ad agosto, mi sono ritrovata a varcare il confine della Turchia. Oltre 7.000 km in un mese. Quel viaggio mi ha scorticato l’anima e ricostruita da zero. Non sono state solo le sfide tecniche a segnarmi — come l’adrenalina pura lungo la ‘strada della morte’ a Bayburt o il respiro mozzato tra le pareti del Dark Canyon — ma è stata l’umanità incontrata lungo il cammino. Ho scoperto una gentilezza e un’ospitalità che non credevo possibili, un calore umano che mi è rimasto impresso nel cuore più di qualsiasi panorama.

Tornata da quel viaggio, non ero più la stessa. Senza saperlo, la Turchia era solo la soglia di un percorso ancora più profondo. Pochi mesi dopo mi sono ritrovata ad affrontare terreni ancora più duri, sfidando i miei limiti fisici e mentali. Lì ho capito: questa non è più soltanto una passione. La moto è diventata il mio modo di stare al mondo, una parte vitale e irrinunciabile di ciò che sono.”

La Sabbia, il Sangue e la Paura: La Verità dietro il Manubrio

“Con la mia GS sono arrivata fin dove l’orizzonte si confonde con il nulla: nel cuore del deserto della Tunisia. Guidare tra quelle dune è stata un’emozione viscerale, una di quelle esperienze che le parole faticano a contenere; la devi respirare, la devi vivere, e basta. Al ritorno, la metamorfosi era completa. Ho fatto qualcosa che, fino a poco tempo prima, avrei ritenuto folle: ho messo in garage una seconda moto, una Honda CRF 300L. È stato in quel momento che ho realizzato una verità assoluta: per le moto ho iniziato a investire ogni risorsa, spendendo come se il concetto di ‘risparmio’ fosse svanito davanti alla necessità di vivere.

Ma questa storia non è un catalogo di viaggi perfetti. È fatta anche di polvere e dolore. Nell’ultimo anno, la vita mi ha messo alla prova nel modo più duro. Due incidenti in off-road, uno dietro l’altro: a luglio la caviglia, a febbraio il ginocchio. Due fratture importanti. È lì, tra il rumore del metallo e il silenzio dell’ospedale, che capisci davvero cosa significhi essere una motociclista.

Non è solo il vento in faccia o la libertà; è anche rischio, è fragilità estrema, è il confronto nudo e crudo con la propria paura. Tornare in sella dopo che il tuo corpo si è spezzato non è una passeggiata. La consapevolezza che basti un attimo banale per farsi male non ti abbandona più. Dopo il primo incidente sono tornata subito, quasi di corsa, come a voler scappare dal trauma e buttarmi di nuovo nello sterrato.

Questa volta, però, è diverso. Questa volta ho più paura. E, per la prima volta, credo che sia giusto così. Perché la vera forza non è non avere timore, ma guardarlo negli occhi e decidere di partire lo stesso.

Lucy_adventuress

Ringraziamenti di Saimon Raia

Grazie di cuore, Lucy, per averci aperto le porte della tua anima senza filtri. Il tuo racconto non è solo una cronaca di chilometri e motori, ma una lezione di vita su cosa significhi realmente cadere e avere il coraggio di guardare in faccia la propria vulnerabilità per trasformarla in forza.

La tua iniziativa e la tua onestà sono il motore che spinge questa community a crescere davvero. Grazie per aver dimostrato che essere una motociclista significa saper tremare, ma non smettere mai di dare gas. Onorato di averti come nostra 99esima protagonista.

Ci vediamo in strada, Biker.

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].

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