Rebecca Agosta

Becky è quel tipo di motociclista che ha il grasso sotto le unghie e la passione nel sangue, un po’ come Letty di Fast and Furious. Non ha paura di sporcarsi le mani, e lo fa per una ragione semplice e straordinaria: “Voglio imparare.”

Due parole potenti, che raccontano tutto di lei. Becky ha ancora tanta strada davanti, ma ne ha già percorsa molta, e ogni chilometro l’ha resa più forte, più curiosa, più determinata. Come la sua amata Ninjetta – così affettuosamente chiama la sua moto – Becky si costruisce pezzo dopo pezzo, smontando, rimontando, migliorando, imparando… e anche sbagliando, perché sa che ogni errore è un passo avanti.

Il futuro per lei si prospetta incredibilmente luminoso. Io la seguo sui social e ogni volta resto impressionato dalle procedure che mostra per prendersi cura della sua moto: dal motore ai dettagli più nascosti, Becky dimostra talento, dedizione e un amore puro per la strada.

Benvenuta in questo spazio, Becky: la tua passione è contagiosa e la tua strada… appena comincia a dispiegarsi.

Le prime cotte meccaniche

C’è sempre stato qualcosa dentro di me che mi attirava, anzi mi trascinava senza scampo, verso il mondo dei motori. Proprio come una ragazzina che vive i primi batticuori, anch’io avevo le mie “prime cotte”. Solo che al posto di un ragazzo, io mi innamoravo follemente di Porsche, BMW e JDM giapponesi.
Erano loro a farmi brillare gli occhi, loro a farmi sentire quel pizzico allo stomaco.
Quella scintilla iniziale si è trasformata presto in una vera passione… e poi in qualcosa di ancora più grande.

Una memoria enciclopedica di auto

Con il tempo, quella passione è diventata quasi un’ossessione positiva.
A ventidue anni mi sono ritrovata con la testa piena di modelli, dettagli tecnici, linee, soluzioni meccaniche: il mio cervello era diventato una piccola enciclopedia ambulante di auto.
Cominciavo a incuriosirmi di meccanica, a osservare quei processi complessi e scoprire che, in realtà, non erano poi così insormontabili.
Kevin, il mio ragazzo, è diventato il mio maestro: passo dopo passo mi ha mostrato come olio, grasso e benzina potessero trasformarsi in qualcosa di vivo, capace di farmi sentire utile, capace di farmi sentire… me stessa.
Ma presto capii che tutto questo non mi bastava più: volevo andare oltre, volevo imparare ancora.

Quando il richiamo diventa scelta

A ventitré anni i soldi non bastano mai, e di certo non abbastanza per avvicinarsi alla JDM dei miei sogni. La Nissan Silvia che popolava le mie notti doveva ancora aspettare il suo momento. Ma una giapponese alla mia portata… quella sì, forse poteva esistere.

Mi avvicinai al mondo delle moto con una certa ingenuità, quasi con diffidenza. Kevin comprò una Yamaha R6 del 2002 e, lo ammetto, inizialmente non volevo neanche che la prendesse. Eppure, ogni volta che la guardavo, quei fari diventavano gli occhi ipnotici di una sirena, e il suo rombo… un richiamo dolce, irresistibile.

Fu allora che capii la verità: non era paura, era attrazione. Non era diffidenza, era desiderio di qualcosa che non conoscevo.
Quella voglia irrefrenabile di avere un progetto tutto mio iniziò a scavarmi dentro, finché non ebbi più scuse, né dubbi.
Ho ceduto al richiamo.
Mi sono comprata una moto.

Costruita per imparare

L’idea iniziale era semplice: comprare una moto un po’ malconcia, sistemarla quel tanto che bastava e usarla per un po’. Niente di impegnativo, almeno così pensavo.
Ma più il tempo passava, più qualcosa dentro di me cresceva, lenta e costante, come una chiamata che non puoi ignorare. Ogni nuovo pezzo che toccavo, ogni vite che svitavo, alimentava una sensazione nuova: la consapevolezza che stavo imparando qualcosa che mi apparteneva davvero.

Ogni sera, prima di dormire, sognavo ad occhi aperti il momento in cui avrei guidato la mia moto. Non solo una moto: il mio progetto, la mia sfida, la mia prova di coraggio.
Contavo i giorni, i ricambi mancanti, l’abbigliamento da comprare… ogni dettaglio era un passo in più verso un obiettivo che non sapevo di desiderare così intensamente.

Quando finalmente l’ho acquistata, era davvero messa male. Il proprietario precedente aveva sbagliato un’impennata, e la proprietaria prima di lui aveva sicuramente avuto un incidente più serio.
L’ho portata a casa per 1500 €, ma i danni erano tanti: semimanubri, manopole, pesi laterali, portatarga, scarico, radiatore… una lista lunga, quasi scoraggiante.

Eppure, proprio lì, tra quei pezzi rovinati e quel lavoro infinito, ho capito la verità:
questa non era solo una moto. Era la costruzione di una passione, una sfida che parlava la lingua dell’impegno, della pazienza e della voglia irrefrenabile di imparare.

Becky—come me, come la mia Ninjetta—non nasce perfetta.
Si costruisce.
Pezzo dopo pezzo.
Errore dopo errore.
Vittoria dopo vittoria.

La Mia Svolta, Costruita Con Le Mie Mani

Oggi quella moto non è più un’idea, un progetto o un sogno: è realtà.
È stata l’imprevisto più potente della mia vita, quello che mi ha aperto la porta al mondo delle due ruote e mi ha mostrato una parte di me che non sapevo esistesse.

Quando ci salgo non ho bisogno di correre né di fare qualcosa di straordinario. È lei che fa tutto.
Mi fa sentire viva, capace, completa. Mi ricorda che ciò che ho costruito con impegno e determinazione esiste, respira, corre.
Trasforma ogni cosa: dal semplice tragitto casa–lavoro ai tornanti di montagna che sembrano fatti apposta per mettermi alla prova.

Ogni sera trascorsa a cercare il pezzo giusto, ogni vite serrata, ogni euro risparmiato, ogni errore, ogni goccia di sudore… tutto questo oggi ha un volto, un suono, un nome.
Lei è qui. Ed è MIA.

Quella moto non è solo un mezzo: è l’innesco di qualcosa di vero.
Ha acceso dentro di me una voglia nuova, concreta, di costruire, di creare, di crescere.
È grazie a lei se oggi esiste il mio percorso “da 0 a 100” in moto sui social, insieme alla mia Kawasaki Ninja 250R.
Una realtà che mi sta finalmente dando la spinta che cercavo da anni, quella motivazione che non riuscivo a trovare da nessun’altra parte.

La mia Ninja è stata la svolta.
Mi ha chiarito le idee sul mio scopo, mi ha mostrato una strada che era sempre stata lì, poco distante, pronta ad accogliermi.
Mi ha aperto gli occhi su ciò che voglio davvero: costruire con le mie mani il mio futuro, un pezzo alla volta.

Guardando Avanti, Con Le Mani Nel Futuro

Da bambina e poi da adolescente immaginavo mille vite diverse, ognuna guidata da passioni che consideravo importanti: il disegno, il canto, lo sport. Eppure, in silenzio, dietro a tutto questo, c’era una passione che non scompariva mai: quella per i motori.
Rimaneva lì, nascosta, paziente… aspettava solo il momento giusto per essere riconosciuta.

Oggi, a ventiquattro anni, ho capito che quella passione rimasta nell’ombra è la più forte di tutte. È quella che ha resistito al tempo, ai dubbi, ai cambiamenti. Ora che inizio a costruire progetti veri, tangibili, so con certezza che sarà lei la direzione che seguirò.

Il mio percorso da creator è solo il primo passo.
Il sogno più grande – quello che inizia finalmente a prendere forma – è aprire un’officina meccanica insieme a Kevin, il mio punto stabile da tre anni, la roccia che non ha mai smesso di sostenermi.
Lui, insieme alla Ninjetta, è parte di ciò che ha dato vita a tutto questo: all’amore per il vento sulla visiera, alle notti passate a pianificare il prossimo giro, alle ore trascorse a sporcarci le mani, a montare, smontare, imparare.

È con lui che immagino un futuro fatto di ponti sollevatori, attrezzi consumati dall’uso, clienti soddisfatti, moto che entrano malconce ed escono rinate.
Un futuro concreto, costruito passo dopo passo, video dopo video, tagliando dopo tagliando.

Oggi so dove sto andando.
E soprattutto: so perché ci sto andando.
Il mio futuro ha il rumore di un motore che si accende.
E io sono pronta a dargli gas.

Alla Forza della Curiosità Femminile

Provo sempre una profonda emozione quando scrivo di donne intraprendenti, capaci di andare oltre gli ostacoli senza lasciarsene schiacciare. Donne che non si fermano davanti alle difficoltà, ma le trasformano in strumenti di crescita, in nuove consapevolezze, in leve per migliorarsi.
Sono figure rare, preziose, che arricchiscono il mondo con la loro presenza determinata e la loro capacità di imparare.

C’è un detto che recita: “La curiosità è donna.”
Ed è un’espressione che non solo descrive perfettamente lo spirito femminile, ma diventa ancora più vera quando la si accompagna a un’altra frase che sento profondamente:
“La curiosità è saggezza.”

Becky incarna entrambi questi principi.
È una donna curiosa, ma soprattutto una donna saggia: aperta all’apprendimento, pronta a mettersi in gioco, determinata nel suo percorso e consapevole del valore che sta costruendo giorno dopo giorno.
La sua storia non è solo un racconto di motori e passione, ma una testimonianza concreta di crescita personale, impegno e autenticità.

E io non posso che sentirmi sinceramente soddisfatto – e onorato – di aver raccontato un frammento della sua strada, di aver dato voce a ciò che la rende unica: la capacità di credere in sé stessa e nella propria evoluzione.

Ringraziamento

Desidero esprimere un ringraziamento sincero e autentico per l’opportunità di aver potuto descrivere il tuo percorso. Raccontare la tua storia è stato non solo un piacere, ma anche un privilegio. Persone come te – guidate dalla passione, dalla disciplina e dalla volontà di imparare – rappresentano un esempio concreto di come la determinazione possa trasformare un sogno in un progetto, e un progetto in una realtà.

Grazie per la tua autenticità, per la tua forza, per la tua curiosità.
Grazie per dimostrare che nulla è irraggiungibile quando si ha il coraggio di mettersi alla prova.
E grazie per ispirare tutti coloro che incontrano il tuo cammino.

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].

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