Siria

Ispirato e Professionale

“Mentre scrivo, nelle orecchie risuonano le note di Labour – The Cacophony di Paris Paloma. È una scelta deliberata: immergermi nella musica di artiste straordinarie mi permette di sintonizzare il mio pensiero sulle frequenze dell’empowerment femminile, allineandomi profondamente alle storie che mi affidate. Lavorare ai vostri racconti circondata da queste voci non è solo un piacere, ma un modo per integrare la mia visione con la vostra essenza. Il mio obiettivo è valorizzarvi al meglio, tracciando un percorso che metta in luce il vostro valore autentico. Con questa energia, do il mio più caloroso benvenuto a Siria.

L’Architetta del mio Spazio

Mi chiamo Siria e ho ventun anni spesi a imparare che la solitudine non è un vuoto, ma un perimetro di libertà. Per molto tempo ho abitato spazi che non mi appartenevano, muovendomi entro schemi disegnati da altri e crescendo in ambienti dove la mia presenza era un’eccezione alla regola. Mi hanno chiamata ‘diversa’ perché non seguivo il coro, ma è proprio in quell’essere fuori tempo rispetto agli altri che ho trovato il mio ritmo.

Oggi non cerco più un posto a tavola in stanze che non mi comprendono: ho imparato a essere il mio centro e la mia stessa dimora. La mia diversità non è più un isolamento subìto, ma una terra di confine che ho scelto di governare. Ho trasformato il giudizio degli altri nel rumore di fondo di una casa dove finalmente decido io quali canzoni far suonare e quali pareti abbattere. Perché la vera forza non è trovarsi nel posto giusto per gli altri, ma restare fedeli a se stessi anche quando si cammina da soli.

Focus sulla stirpe

La motocicletta non è mai stata, per me, un semplice vettore di spostamento, bensì il fulcro attorno a cui ha gravitato la mia formazione identitaria. È un filo rosso ereditario che affonda le radici nella memoria visiva della CBR 600 F di mio padre – quel grigio metallico del 2003 che per me rappresentava il confine tra il quotidiano e l’ignoto. Attraverso il simulacro digitale della PlayStation, quel desiderio si è raffinato, trasformando l’osservazione in ambizione. Oggi, quel percorso culmina in una consapevolezza radicale: la moto è l’estensione fisica della mia volontà, lo strumento con cui rivendico la mia sovranità sullo spazio e sul tempo. Non è velocità, è l’architettura stessa della mia libertà.

Il rito d’iniziazione

“Il 2020 resta impresso nella mia memoria non come un anno di chiusura, ma come l’istante della mia vera epifania. In quel garage, d’inverno, si è compiuto un rito di passaggio che ha ridefinito il mio legame con il mondo: i miei genitori non mi stavano consegnando solo le chiavi di una RKF 125, ma la legittimazione del mio desiderio. Vedere quel metallo brillare nell’ombra è stato un urto emotivo che ha sciolto ogni difesa in lacrime di pura gratitudine. In quel pianto c’era il riconoscimento di essere finalmente ‘vista’ nella mia essenza. Ricordo il freddo dell’aria e il calore della presenza di mio padre; lui che guidava i miei primi passi incerti, io che accoglievo per la prima volta le vibrazioni del motore come un nuovo battito cardiaco. In quel momento, il rumore del giudizio esterno è stato annichilito dal ruggito della mia libertà, benedetta da chi mi ama.

La Cristallizzazione di un Sogno: Pucca

“Oggi, il mio garage non custodisce un veicolo, ma il precipitato solido di anni di sacrifici e di un lavoro ostinato. Lì riposa Pucca, la mia CFMOTO 450SR-S. L’ho battezzata così non per un semplice gioco di origini, ma per un processo di cristallizzazione identitaria: in quel personaggio dei manga ho riconosciuto la mia stessa impronta genetica — quella determinazione testarda, quell’autenticità che non chiede scusa a nessuno.

I suoi colori non sono solo una livrea, sono i miei stessi tratti distintivi. Pucca ha smesso di essere un oggetto meccanico per trasfigurarsi in una protesi dell’anima. La sua presenza silenziosa nel garage agisce come un ancoraggio esistenziale: è una rassicurazione ontologica che mi ricorda chi sono e quanto ho lottato per arrivare fin qui. Senza di lei, percepirei una mutilazione del mio spirito; con lei, sono intera. È la prova tangibile che la volontà, quando è pura, riesce a dare forma e nome alla materia.

L’Infallibilità della Bussola Interiore

“Esiste un istante preciso in cui la passione cessa di essere un piacere e diventa una rivelazione di potenza. Lo conservo nel cuore come un amuleto: ero reduce da un lungo pellegrinaggio su asfalto, la mente sospesa in quel limbo dove la stanchezza si confonde con la meditazione. In quel disorientamento, ho smarrito la rotta. Mi sono ritrovata a negoziare con la fatica e con l’ignoto, in un territorio che non riconoscevo.

Eppure, in quel perdersi, ho trovato la mia forma più pura. Quando finalmente ho scorto la via di casa, la soddisfazione che mi ha attraversata non era semplice sollievo, ma un’epifania di autosufficienza. È stata la prova ontologica che, in sella, non sono mai davvero perduta: sono io il mio Nord. Quell’errore di percorso è diventato il mio trionfo più grande: la conferma che, qualunque sia l’ostacolo o la solitudine del cammino, io possiedo le risorse per farcela. Da sola. Sempre.

L’Architettura dell’Indipendenza

“Essere una motociclista, per me, non è un’adesione a un hobby, ma la rivendicazione di un’autonomia radicale. Ho imparato a finanziare i miei sogni con il sudore e a difendere i miei spazi con la determinazione, rifiutando ogni schema che non sia stato io stessa a disegnare. In questo garage, come nella vita, non ci sono regie esterne: ogni decisione, ogni marcia ingranata, ogni chilometro conquistato porta la firma della mia volontà. Non ho paura di abitare i margini o di sfidare le convenzioni, perché ho costruito la mia sicurezza mattone dopo mattone, sacrificio dopo sacrificio.

Mettermi costantemente in gioco significa far risuonare la mia voce femminile con una frequenza che nessun pregiudizio può schermare. Ogni volta che calo la visiera e indosso il casco, compio un atto politico: affermo che il mio posto nel mondo non è dove mi viene concesso, ma dove decido di stare. Il mio DNA motociclistico non riconosce generi, ma solo il battito accelerato di un cuore che si oppone alla staticità dei ruoli predefiniti. Sono io la garante del mio valore, la pilota del mio destino e la custode di una libertà che non deve chiedere permesso a nessuno. Corro per me stessa, valorizzata dal mio stesso coraggio.

La Nota Finale di Saimon Raia

Il racconto di Siria non è solo la cronaca di una passione meccanica, ma la geografia di una liberazione. Come autore, scelgo di firmare questa storia dedicandole tre brani che, a mio avviso, ne costituiscono l’impalcatura spirituale. Se la terza canzone rimane un segreto tra le righe, le prime due sono bussole esplicite del suo valore:

1. Labour di Paris Paloma Ho scelto questo brano perché Siria incarna la rottura del ‘lavoro invisibile’ e degli schemi predefiniti che la società spesso impone alle donne. Come recita il testo di Paloma, ‘The weapon or the wound’, Siria ha scelto di non essere la ferita del pregiudizio, ma l’arma della propria affermazione. La dedico a lei perché, nel garage d’inverno del 2020, ha smesso di essere spettatrice di una storia scritta da altri per diventare l’architetta del proprio sforzo e della propria libertà.

2. Independent Women Part I delle Destiny’s Child Questa dedica nasce dalla fierezza con cui Siria parla dei suoi sacrifici. ‘The house I live in, I bought it / The car I’m driving, I bought it’: la filosofia del brano risuona in ogni marcia ingranata su Pucca, la sua CFMOTO. Ho scelto questa canzone perché Siria non ha aspettato che qualcuno le indicasse la strada o le regalasse un’identità; ha costruito la sua indipendenza economica ed emotiva mattone dopo mattone. È la celebrazione di una donna che, quando indossa il casco, non deve ringraziare nessuno se non la propria determinazione.

Queste canzoni sono lo specchio di una verità assoluta: il DNA motociclistico di Siria non ha genere, ha solo il battito potente di chi ha imparato a guidare il proprio destino.”

Saimon Raia

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].

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