L’Arrivo a Bormio a Dicembre

Prima Parte

Il mood prima della partenza

Non vedevo l’ora. La mente correva avanti a me, tra immagini di tubi perfetti con la tavola da surf e scivolate folli sul pavimento di marmo con il calcio saponato, senza casco. Un brivido di paura mescolato a eccitazione mi attraversava, e sì… me la facevo sotto!
Il guardaroba era studiato nei minimi dettagli con un’amica: doveva tenermi caldo e lo ha fatto alla perfezione. Nota importante: a quel tempo pesavo 170 kg vestito, eppure mi sentivo pronto, invincibile.

La partenza e le prime curve

Salgo in sella alla mia Suzuki, mentalmente pronto a guidare su strade sconnesse con gomme tassellate. La mia unica vera preoccupazione? L’autostrada. Ma appena imbocco la prima curva vicino casa… sorpresa! Una curva ghiacciata, neve dappertutto. Il cuore in gola, mani strette sul manubrio, eppure la mia moto non ne ha minimamente risentito. Libertà pura.

La Brennero e la prima tappa

Scorro veloce verso il Brennero, lascio dietro Brescia Ovest e mi dirigo verso la mia prima tappa: il Passo dell’Aprica. Ma prima, una pausa obbligata. Un’area di sosta completamente congelata a Berzo Demo mi cattura: il ghiaccio scintilla sotto il sole, e io non posso fare a meno di fermarmi per qualche foto. Ogni scatto è un ricordo indelebile di questa avventura che già sento epica.
Ah, prima di partire avevo aggiunto un tocco di magia: il booster Syneco 105 M Plus. Piccoli dettagli che fanno la differenza.

L’arrivo al Passo dell’Aprica

Finalmente al passo, la mia moto scivola dolcemente tra il paesaggio innevato . Mi fermo per una piadina, buonissima, mentre il panorama innevato mi lascia senza parole. Il famoso arco dell’Aprica appare davanti a me: immortalato in una foto, simbolo di libertà e di viaggio.
E mentre guardo il mondo dall’alto, incrocio una coppia su un GS: un saluto veloce, ma pieno di complicità tra chi sa cosa significa vivere la strada in questo modo.

Arrivo all’hotel Sant’Anton di Bormio e il primo impatto

Arrivo all’Hotel Sant’Anton, un quattro stelle elegante e accogliente. Parcheggio la moto davanti all’ingresso e chiedo indicazioni per il garage. Mi indicano che si trova sul retro e mi forniscono il codice di apertura. Appena entro, mi trovo circondato da auto di lusso: la mia moto, al confronto, sembra quasi un piccolo gioiello in mezzo agli dei.

Il garage riservato

Avevo organizzato tutto per tempo: avevo prenotato sia la cena inclusa nella prenotazione sia il posto nel garage. E il risultato è stato perfetto: un posto auto tutto per me, comodissimo, con un cartello che recitava “Posto riservato sig. Raia”. Un dettaglio che mi ha dato subito la sensazione di essere considerato e ben accolto.

Sistemazione in camera

Ricevo la chiave della camera e inizio a fare la spola con le valigie. La stanza è perfetta: calda, accogliente, studiata nei minimi dettagli. Non serve descriverla troppo a parole, perché le foto parlano da sole. La comodità e il comfort rendono subito evidente quanto la scelta di un hotel a quattro stelle fosse azzeccata.

Il Bagno

La cena

La cena viene servita dalle 19:30 alle 21:00. Ecco perché avevo scelto proprio un hotel di questo livello: potevo permettermelo e desideravo vivere l’esperienza completa. Dopo una giornata fredda e impegnativa, immaginavo docce calde in modalità sauna e un servizio curato, e l’hotel ha mantenuto tutte le promesse. La cena è stata abbondante e saporita, un vero momento di ristoro dopo il viaggio.

La notte e i dubbi sul viaggio

Dopo cena, mi ritrovo a letto, pieno di dubbi e incertezze sul giorno successivo e sul vero scopo del viaggio. La stanza calda, quasi a sauna, contrasta con il terrore di poter trovare un metro di neve al mattino. La notte non scorre liscia, ma tra il comfort e l’ansia, sento già la tensione di una nuova avventura pronta a partire.

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