Ylenia sette

Scrivere di donne motocicliste non è solo una passione: è una missione.

Con Ylenia, siamo arrivati a quota 20 biker raccontate. Venti storie, venti anime che hanno scelto la moto come parte di sé. Eppure, ho la netta sensazione di essere solo all’inizio di questo viaggio. Ogni racconto che ho avuto il privilegio di accogliere mi ha lasciato qualcosa di vero, di profondo. Un arricchimento autentico, umano.

A tutte voi, sorelle su due ruote, dedicherò presto un omaggio speciale. Ma ora è il momento di parlare di lei: Ylenia Sette.

Ylenia è un concentrato di coraggio e desiderio di vita. Il suo spirito non si accontenta di vivere a metà: lei vuole tutto, vuole sentire il vento addosso, il rombo della moto che diventa battito del cuore, vuole mettersi alla prova fino in fondo.
Voglia di vivere? 100%. Voglia di superare i propri limiti? 200%.
La paura? Sì, c’era anche quella. Ma è rimasta indietro, bruciata sull’asfalto dai chilometri percorsi con la determinazione negli occhi e la libertà nel cuore.

Quella passione per la moto che oggi la definisce non è nata per caso: è esplosa dentro di lei come un fuoco, in un momento preciso, con quella forza che solo le vere passioni sanno avere. E oggi, grazie a Ylenia, posso raccontarvi come tutto è cominciato.

Perché certe donne non salgono in moto solo per andare lontano: lo fanno per ritrovare sé stesse, per riscrivere le regole, per dimostrare, prima di tutto a loro stesse, che nulla è impossibile.

“Sull’orlo del buio, a tutto gas: la rinascita di Ylenia su due ruote”

In questa storia pulsa la forza indomabile di una donna che, nel buio più profondo, ha trovato la sua luce rincorrendo un sogno nato da bambina: cavalcare una moto.

La rinascita di Ylenia non è arrivata per caso, ma come una scelta consapevole, coraggiosa. A 46 anni, quando molti pensano di rallentare, lei ha deciso di aprire il gas. Ha preso il dolore e lo ha trasformato nel carburante che spinge ogni curva, ogni salita, ogni sentiero di fuoristrada. Dove per altri c’è solo fango e ostacoli, per lei c’è libertà assoluta.

Il manubrio tra le mani, la terra sotto le ruote, il cuore che batte al ritmo del motore: Ylenia ha scelto di vivere pienamente, di curare l’anima con la forza ruvida, autentica e bellissima delle due ruote. Quella che leggerete è una testimonianza vera. Una storia che non racconta solo una passione, ma un risveglio. Una rivincita.
È la prova che la moto, per chi la vive con il cuore, può essere molto più di un mezzo: può diventare una cura.

“La Strada che Porta a Me”

A gennaio del 2024, dopo una profonda delusione amorosa, qualcosa dentro di me si è spezzato… e allo stesso tempo, qualcosa ha cominciato a rifiorire. Un uomo aveva lasciato il vuoto nel mio cuore e nella mia anima, ma quel vuoto, piano piano, ha iniziato a riempirsi di domande. Per la prima volta, mi sono guardata davvero dentro. Dopo anni passati a mettere sempre gli altri al primo posto, mi sono ritrovata sola, in silenzio, a chiedermi:
“E io? Per me, cosa ho fatto davvero?”

La risposta è arrivata come una scossa, limpida e crudele: niente.
Ma non è finita lì. In quella sincerità spietata c’era anche un seme di rinascita. Mi sono fatta un’altra domanda, come se la primavera bussasse timidamente alla mia porta:
“Qual è il mio sogno più autentico, quello che ho custodito da sempre, senza mai avere il coraggio di viverlo?”

E allora, come un raggio di sole dopo mesi di inverno, è emersa la risposta: la moto.
Il vento tra i capelli, la strada davanti, il cuore che batte forte. Era sempre stata lì, in silenzio, ad aspettarmi. Non era solo un sogno: era libertà, fuoco, verità.

Così, da quel momento, è cominciata la mia nuova stagione. Non una fuga, ma un ritorno a casa. Dentro di me.

“Sulla Strada per Diventare Me”

Quello stesso giorno sono entrata in un concessionario e, senza nemmeno sapere come si guidasse una moto, l’ho fatto: ho comprato la mia prima due ruote. Una NC750 nera, elegante e silenziosa. Non sapevo cosa stessi cercando, ma sapevo che dovevo trovarlo da sola. Ho percorso 6000 km in solitaria, tagliando il vento, sfidando le mie paure, cercando me stessa. Eppure… non bastava. Non era ancora lei, non era mia.

La seconda volta che sono salita, mi hanno portata su uno sterrato. Il cuore martellava nel petto, la paura era un animale vivo che mi graffiava dentro. Ogni buca, ogni sasso, ogni curva era un invito a mollare. Ma proprio lì, nel mezzo del caos e del fango, è successo. Qualcosa è scattato. Un fuoco. Una chiamata primitiva. Era amore. Da quel momento, ogni volta che vedevo una strada che spariva nel bosco, il cuore accelerava. Non era più paura: era desiderio. Era libertà. E io dovevo seguirla.

“Ali di Polvere, Ruote e Amicizia”

La NC era stata la mia prima compagna di viaggio, ma presto ho capito che non era fatta per l’off-road. Non parlava la stessa lingua della polvere, delle pietre, del fango. Così, dopo appena cinque mesi, l’ho salutata. A luglio del 2024 è arrivata lei: la mia Transalp 750XL. Ed è stato come accendere una scintilla. Da lì, sono iniziate le vere avventure.

All’inizio andavo piano, da sola, senza una direzione precisa e senza conoscere nessuno. Ma il destino, o forse la strada stessa, mi ha fatto incontrare Francesca e suo marito (@cescaerilio_ontheroad). Due anime libere, accoglienti, che mi hanno aperto le braccia e portato dentro il loro mondo. Con loro non si trattava solo di guidare: si trattava di vivere.

Dalla Cavalcata dei Briganti al Rally del Garda, ho imparato cosa significa condividere il viaggio con chi sogna come te, con chi si sporca le mani, cade, ride e si rialza al tuo fianco. Non erano solo chilometri. Erano scoperte. Emozioni. Libertà condivisa. Ed è lì che ho capito: non stavo solo guidando una moto. Stavo trovando il mio posto nel mondo.

“Furious Girl: L’Alba di un Nuovo Enduro”

Proprio lungo questo percorso, quando ormai la strada stava diventando parte di me, è arrivata un’altra scintilla: Carolina (@testarlipoppy). L’ho conosciuta sui social, ma fin da subito è stato chiaro che c’era qualcosa di più. Un’intesa istintiva, potente, come se ci fossimo sempre conosciute. Poco dopo ci siamo incontrate dal vivo, e insieme a Francesca è nato qualcosa di raro: un vero team, un legame autentico fatto di fiducia, risate e adrenalina condivisa.

Carolina, con la sua visione luminosa e coraggiosa, ha dato vita a Furious Girl (@furiousgirl), una community tutta al femminile che parla di enduro, passione, coraggio. Non era solo un gruppo. Era un’idea, un grido libero: anche le donne possono vivere l’off-road con grinta, tecnica e cuore. Ha voluto con forza che io e Francesca ne facessimo parte, e noi abbiamo risposto con la stessa energia, lo stesso fuoco.

Oggi siamo una squadra vera, coesa, piena di volontà creativa e spirito di scoperta. Non ci limitiamo a partecipare: vogliamo lasciare un segno. Eventi come la Sanremo 6th non sono solo prove da affrontare, ma occasioni per raccontare al mondo che anche nel fango, anche sotto il casco, le donne ci sono — forti, capaci, inarrestabili.

“Furious Girl: L’Energia di Essere Noi”

Il nostro sogno è chiaro, potente, reale: dare vita a una grande community di donne unite dalla stessa passione per le moto e l’off-road. Un luogo dove ci si sostiene davvero, dove ogni errore diventa insegnamento, ogni caduta un’occasione per rialzarsi più forti, insieme. Furious Girl non è solo un nome: è una famiglia. Un’energia collettiva che cresce con ogni nuovo volto, ogni storia, ogni ruota che lascia il segno nella polvere.

Invitiamo tutte le donne che amano le due ruote, la libertà e il brivido del fango sotto le ruote, a unirsi a noi. Qui si sogna, si ride, si impara. Qui si appartiene.

Da allora, le uscite si sono moltiplicate. La voce si è sparsa. Sempre più persone si uniscono al nostro viaggio, ciascuna con qualcosa da dare, da condividere. Come Nico (@nico_blujappo), un ragazzo che ha scelto di credere in me. Con pazienza, umiltà e voglia di trasmettere ciò che sa, mi sta insegnando a superare ogni ostacolo — dentro e fuori dal sentiero.

Perché questa è la forza della community: non sei mai sola, ma sei sempre libera. Cresci perché qualcuno cammina al tuo fianco, e tu farai lo stesso per chi verrà dopo.

“Dove Non Arrivava il Cuore, È Arrivata la Moto”

Grazie alla moto e all’off-road, ho iniziato a riscrivere la mia storia.

Oggi, lungo i sentieri impolverati e nelle curve sconosciute, stanno entrando nella mia vita persone vere, luminose, che mi aiutano a ricostruire ciò che altri avevano cercato di spezzare. Con ogni uscita, con ogni salita affrontata, sto curando ferite antiche, lasciate da chi mi aveva fatto sentire piccola, sbagliata, invisibile.

La moto non è solo un mezzo.
È stata la mia salvezza.

È lì, tra la vibrazione del motore e il silenzio dei boschi, che ho ritrovato la voglia di vivere. Mi ha rimesso in contatto con me stessa. Mi ha ricordato chi sono, cosa valgo, quanto posso ancora creare, amare, rischiare.

Ogni volta che salgo in sella, lascio giù un peso. La mente si svuota, il cuore si apre. Respiro. Rinasco.

E tutto questo è ciò che cerco di raccontare anche attraverso la mia pagina Instagram:
che non è mai troppo tardi per ricominciare.
Non è mai troppo tardi per scegliere se stessi, per credere in un sogno, per accendersi di nuovo.

Perché a volte, per guarire, basta solo un po’ di coraggio… e una moto.

“A 46 Anni, Ho Premuto Start”

Io l’ho fatto a 46 anni.
A 46 anni ho scelto di non sopravvivere più… ma di vivere davvero.
E da allora, non mi fermo più.

Oggi racconto la mia storia, le mie avventure e ogni piccola grande conquista sulla mia pagina Instagram @ylenia_sette, con un solo obiettivo: ispirare chi si sente spezzato a rialzarsi, a credere di nuovo nei propri sogni.

Perché non è mai troppo tardi per ricominciare.
Non esiste un’età giusta per scegliere se stessi, per mettersi in gioco, per imparare a respirare di nuovo.

La moto, per me, è stata lo strumento. Ma la vera forza è stata la volontà.
La volontà di risalire, anche quando tutto sembrava perduto.
La volontà di guardare avanti, anche con le ginocchia sbucciate.
È da lì che nasce la resilienza.
È da lì che nasce una nuova vita.

E quando sei in sella, con il vento addosso e la strada davanti, non vedi più solo il presente: vedi possibilità, vedi orizzonti.

Il coraggio di ricominciare non ha età.
Ha solo bisogno di un cuore che batte forte…
e magari, di una moto sotto di te.

“Strade Inesistenti, Donne Inarrestabili”

Questa donna incarna tutta la forza, la passione e la determinazione che servono per vivere la moto con autenticità. Ogni volta che parlo di una donna motociclista, ripenso al mio cammino, un percorso fatto di ostacoli, dubbi e sfide che ho affrontato a piccoli passi, pezzo dopo pezzo.

Ho dovuto costruire la mia strada in un mondo che sembrava non avere una mappa, una strada che non era asfaltata, anzi: una strada che semplicemente non esisteva.

Ma grazie a Ylenia e a tutte le donne motocicliste che, con coraggio e passione, hanno aperto la via, oggi posso guardare avanti con sicurezza e consolidare la mia passione.

Sono orgoglioso di far parte di questa rivoluzione: una comunità di donne che non si fermano, che rompono barriere e conquistano ogni chilometro con grinta e cuore.

Questo è il vero significato di forza femminile su due ruote — ed è un cammino che vale la pena percorrere, sempre.

Questo racconto è un progetto totalmente indipendente, nato dalla pura passione per le due ruote e la strada. Se ami queste storie e vuoi aiutarmi a farle viaggiare sempre più lontano, puoi sostenermi ordinando la T-Shirt ufficiale de La Disciplina della Motociclista. È personalizzata, fatta a mano e dà forza alla nostra community. [Scorri i dettagli e guarda le combinazioni qui].

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