Missili Day

Avete presente quella scossa improvvisa, quel brivido che attraversa la schiena quando senti parlare di qualcosa e dentro di te si accende un fuoco inarrestabile? Quel momento in cui ogni fibra del tuo corpo ti urla:
“Io devo esserci. Non importa come, non importa cosa dovrò fare. Ma io sarò lì.”
Ecco, esattamente così è nato tutto.

Quando ho saputo dell’incontro allo Chalet Raticosa con il Team Missili, non ho avuto dubbi. È stato come un richiamo. Una chiamata all’adrenalina, alla condivisione, alla passione pura. Una di quelle occasioni che non puoi lasciarti sfuggire, perché sai che ti cambierà.

Ma facciamo un salto indietro, a quando tutto ha avuto inizio.

Era l’anno scorso. Quasi per caso, mi trovavo nei paraggi e sono finito nella coda dell’evento, verso le 17.00. Anche se si trattava solo del gran finale, qualcosa in me si era acceso. Una sensazione indelebile, una fame inspiegabile di voler vivere quell’esperienza dall’alba al tramonto, fino all’ultima goccia di entusiasmo. Me lo ero promesso: la prossima volta, ci sarò.

E il destino ha voluto premiarmi.

Grazie al mio progetto “La Disciplina della Motociclista”, ho avuto l’onore di conoscere Viola di Fatto – una persona incredibile, carismatica, che ho raccontato con grande orgoglio in un articolo tempo fa. È stata lei ad aprirmi le porte verso un universo fatto di motori, cuore e spirito di squadra: il mondo del Team Missili.

Da quel momento, non si trattava più solo di esserci.
Volevo farne parte. Volevo contribuire, sentirmi dentro quell’energia travolgente, essere uno dei cuori pulsanti di quella giornata.
E così è stato.

Essere lì, vivere tutto in prima persona, è stato semplicemente indescrivibile. Un turbinio di emozioni, sorrisi, motori che ruggivano e anime che si riconoscevano.
Quel giorno non l’ho solo vissuto. L’ho respirato, l’ho corso, l’ho amato.

Hollywood su due ruote

Benvenuti a Hollywood… su Due Ruote

Stamattina mi sono svegliato con l’agitazione di chi sa che sta per vivere qualcosa di grande. Avevo promesso a me stesso che sarei partito presto, che avrei fatto tutto con calma.
Ma, come spesso accade quando l’anima scalpita, il corpo prende la sua strada.
Risultato?
Invece delle 10:00, sono arrivato all’evento alle 11:00, con un ritardo colossale. Ma sapete una cosa? Non mi è pesato nemmeno un secondo.

Perché il tragitto stesso è stato parte della magia.
In sella alla mia Yamaha Fazer, la mia compagna di viaggio, la mia Neo-arrivata, con cui ho già condiviso emozioni e chilometri (e di cui ho parlato in un articolo precedente), ho sentito ogni curva come un anticipo di ciò che mi aspettava.
Due ore di pura libertà. Due ore di vibrazioni e vento sul casco. Due ore di adrenalina.

E poi, finalmente, l’arrivo.
Davanti a me si apre un ingresso che sa di grande evento, di quelli importanti: un tappeto rosso che accoglie ogni moto e ogni ospite come se fossimo a una première di Hollywood.
Ma qui i protagonisti non sono attori.
Qui sfilano le moto. Parcheggiate a lisca di pesce, come stelle sul red carpet, ognuna con il suo stile, la sua storia, il suo carattere.

Tre gazebi si stagliano nell’area:
Due sono del Team Missili, gestiti con charme e grinta dalle mitiche Missiline – donne belle, sì, ma soprattutto fiere, accoglienti, e cariche di carisma.
Il terzo stand è di una coppia di motociclisti innamorati del viaggio, con le loro foto sparse come mappe dell’anima: racconti di chilometri, frontiere e libertà vissuta insieme.

Il benvenuto è stato perfetto.
Non appena sceso dalla moto, le Missiline mi hanno accolto con sorriso, gentilezza e professionalità. Ma nel mio cuore stavo cercando un volto in particolare: Viola di Fatto.

Lei è stata la prima motociclista che ho avuto il piacere e l’onore di incontrare per il mio progetto “La Disciplina della Motociclista”.
Ed eccola lì, finalmente davanti a me.

Viola ha una grande carica energetica, la sua anima è luminosa.
Questo è quello che mi affascina davvero è incontrare anime belle. Donne che vivono intensamente.

Con Viola, è bastato un attimo.
Un abbraccio. Due baci. Una connessione istantanea, come se ci conoscessimo da sempre.
E in quello scambio veloce e sincero, ho trovato conferma: questa donna è un faro.

È stata lei a presentarmi a Jordan, uno dei fondatori del Team Missili.
Un ragazzo diretto, dal sorriso vero, dal carattere solido. Un uomo che non ha bisogno di troppe parole per farsi capire. Ma ciò che rende tutto ancora più speciale è l’atmosfera.
Sono stato accolto come uno di loro, senza filtri, senza barriere. Sorrisi sinceri, pacche sulle spalle, strette di mano con gli occhi. E parlando con Jordan, uno dei fondatori del gruppo, una figura carismatica che incarna lo spirito Missili fino all’ultimo cavallo. È stato un onore poter scambiare due parole con lui — perché qui, tra i Missili, ogni incontro lascia un segno.
Sul braccio, porta tatuata una donna bellissima, forse un simbolo, forse un ricordo. Ma in ogni caso, un dettaglio che racconta molto.
A pelle, mi è piaciuto subito.

“Il Giorno dei Missili: Cronache di un Raduno Leggendario”

L’aria è densa, vibra.
Non è solo entusiasmo: è pura energia compressa, pronta a esplodere in ogni sguardo, in ogni rombo, in ogni dettaglio.
Un raduno del Team Missili non è un semplice evento.
È un rito.
È un concentrato di passione motociclistica che ti investe in pieno petto, senza chiedere permesso.

Attorno a me, decine e decine di moto, ognuna con la propria anima, ognuna pronta a raccontare storie di strada, di libertà, di fratellanza. Alcune le riconosco subito: sono quelle viste nei profili social, quelle che avevo ammirato da lontano e che ora, finalmente, ho davanti agli occhi.


Vederle dal vivo, toccarle con lo sguardo, sentirne l’odore e la presenza… è un’emozione cruda e potentissima.

E poi, c’è il folklore, l’ironia, la follia geniale:
un tizio travestito da autovelox con la scritta “300 km/h” che si aggira tra i presenti, e un altro camuffato da vera e propria coppia di missili umani.
È surreale, è spettacolare, è… Missili.

Sul palco, troneggia una Yamaha R1, bianca e nera, forse la M, forse no — poco importa. È splendida. E cattura l’attenzione come una diva sotto i riflettori.
Io intanto cammino, osservo, respiro. Cerco di imprimere nella mente ogni istante, ogni voce, ogni rombo.
Perché queste emozioni non si fotografano, si vivono. E si portano dentro.

E così, tra uno scambio di idee e qualche risata, è nata la collaborazione: io e Jordan ci siamo stretti la mano, con la promessa di raccontare questa giornata speciale.
Un articolo che non sarà solo un resoconto.
Ma una testimonianza di appartenenza, di passione, di amore per il mondo delle moto e per chi lo vive con il cuore acceso.

Sono grato e felice, perché oggi ho trovato un altro spazio in cui esprimermi, scrivere, raccontare.
Perché questo non è solo motociclismo.
È vita, è arte, è energia allo stato puro.

E io, oggi, ho avuto l’onore di farne parte.

Judmax Esperto di Sospensioni

Dopo l’emozione degli incontri, arriva il momento della tecnica, dell’approfondimento.
Assisto a una lunga e coinvolgente presentazione a cura di un esperto di sospensioni Judmax, professionista preparatissimo che ha saputo catturare l’attenzione anche sotto un sole implacabile.
Si parla del rivoluzionario dispositivo ESA Maxx, delle sospensioni moderne, e persino della molecola di azoto:
una danza invisibile dentro i circuiti meccanici, che regala equilibrio, performance e sicurezza.

Sentir parlare di come si muove, si espande e lavora questa molecola mi ha lasciato incantato.
Non capita spesso di ascoltare qualcuno che riesce a rendere affascinante persino la fisica applicata al motociclismo, eppure è successo.

Certo, una sedia all’ombra non avrebbe guastato – sotto quel sole, tutto sembrava bollire – ma la sete di conoscenza era più forte del caldo.
Avrei voluto fare una domanda, partecipare attivamente, ma la timidezza – quella vecchia amica che ogni tanto riappare – mi ha trattenuto.
Va bene così.
Oggi ho ascoltato. Domani, parlerò.

Incontri, Emozioni e Tecnologia: Dentro l’Energia del Team Missili

Tra una moto scintillante e una risata condivisa, ecco che compare lei: Rebelle The Biker.
Capelli rossi a boccoli, uno sguardo fiero e un sorriso che illumina anche le curve più strette della giornata. È il tipo di donna che quando arriva, la noti. Non solo per l’aspetto, ma per l’energia magnetica che sprigiona.
Sicura, decisa, carismatica.
Mi trovo quasi a trattenermi, come se la sua presenza mi imponesse rispetto. Ma poi capisco: non è paura.
È ammirazione.

Mi si avvicina con semplicità e mi chiede, con quel tono naturale che spacca ogni barriera:
“Ti va di prendere un biglietto della lotteria?”
Come potrei dire di no?
Scelgo il numero 11. Non ho vinto nulla, ma sinceramente non importa.
Perché quei pochi secondi, quell’interazione, sono parte del racconto.
E oggi, ogni dettaglio conta.

Mi guardo intorno e sorrido. Sono felice di essere qui.
Qui dove le moto non sono solo mezzi, ma manifestazioni di chi le guida.
Qui dove la passione è tangibile, ti scorre addosso e ti entra dentro.

E poi, il kit di benvenuto: una sacca rossa dal design semplice, dentro una sacca per il casco, adesivi del Team Missili da applicare con orgoglio, e un portachiavi stampato in 3D, personalizzato e unico, come tutto ciò che fa parte di questa realtà.
E come se non bastasse, Viola – sempre lei, instancabile e generosa – mi regala anche un proteggi collo Bardahl estivo, traspirante, perfetto per le prossime uscite.
Un gesto semplice, ma potente, che racchiude lo spirito vero di questo mondo: cura, condivisione, appartenenza.

Nel frattempo, conosco anche altre motocicliste straordinarie, volti nuovi che presto racconterò in articoli dedicati, perché ciascuna di loro merita spazio, voce e luce.

Ma oggi, tutto gira intorno al cuore di questa giornata: il Team Missili.

Tra colossi, sorrisi e cadute a cuore leggero

A un certo punto, il sole diventa insostenibile.
Quel sole da 40 gradi – che però giura di essere a 50, tanto è cocente – mi costringe a cercare rifugio, o almeno distrazione.
Così inizio a camminare per il parcheggio, tra moto parcheggiate come gioielli e l’odore misto di benzina e libertà.

Ed è proprio lì, in mezzo al bagliore rovente dell’asfalto, che lo vedo:
una figura imponente, talmente grande che avvicinandomi mi sembra di entrare in un’eclissi.
Mi presento con un sorriso e gli chiedo come si chiama.
Lui, con la massima naturalezza e un tono amichevole, risponde:
“Mi chiamo BIG.”
E non è un soprannome a caso.

Con canotta, cappellino e una calma da saggio zen, oggi si occupa di gestire il traffico motociclistico del raduno: parcheggi, corsie d’ingresso, uscite… un vero e proprio architetto del caos ordinato.
E che lavoro ragazzi, preciso, silenzioso, efficiente.
Ci facciamo due chiacchiere e, complice l’atmosfera rilassata, gli chiedo con un sorriso:
“Ma sei tu il ragazzo di Viola, vero?”
Mi guarda stupito:
“Come fai a saperlo?”
Gli spiego che l’ho capito dai video sui social, da quei dettagli che solo chi osserva con attenzione riesce a cogliere.
Lui sorride. È un bel momento.
BIG è proprio una bella persona, di quelle che lasciano un’impressione positiva già dal primo scambio.

Ma non finisce lì.
Accanto a lui spunta Cristopher, in arte Desmosvapo.
Fisico minuto, sguardo vispo, un ragazzo che trasuda passione per le moto.
Lui lo conoscevo già di fama, grazie a un video del celebre Frecciaverde, che aveva raccontato la storia della sua Ducati Panigale V4, una vera belva su due ruote, potenziata e abbellita in modo magistrale.
Anche con Cristopher è feeling immediato.
Ci scambiamo battute, parliamo di moto e progetti. Quel tipo di conversazioni che scivolano via come se ci conoscessimo da ieri.

E proprio mentre siamo lì, in mezzo a parole e risate, succede la scena che solo un raduno motociclistico può regalarti:
una ragazza cade da ferma con la moto.
Niente panico.
Nel giro di un secondo, voliamo in quattro o cinque a darle una mano, a sollevarla, a controllare che sia tutto a posto.

Stai bene?” le chiediamo preoccupati.
Lei sorride, si sistema il casco e dice con una calma che spiazza:
“Io sì… ma la moto? Ha danni?”
Classico. Per noi motociclisti, prima la moto, poi il ginocchio!
Ci scappa una risata, la aiutiamo a ripartire e via, come se nulla fosse.
Un piccolo incidente che si trasforma in un momento di solidarietà spontanea, di quelli che ti scaldano il cuore.

Passo così una parte della mattinata tra chiacchiere leggere, scambi autentici e sguardi che si capiscono al volo.
E, perdonate il paragone un po’ cinematografico, ma fra BIG e Cristopher, con le loro taglie agli estremi e l’intesa perfetta, mi sembra di essere finito dentro il cartone animato di Robin Hood:
loro due sembrano Little John e Robin, versione biker.
Un duo improbabile… ma irresistibile!

Il Richiamo del Motore – L’Haka dei Missili

Ed eccoci arrivati al momento più atteso.
Quello in cui il rombo delle moto non è solo rumore, ma voce.
Lingua.
Battito.
Identità.

Nel frattempo, alla fila per il bagno – sì, anche lì succedono incontri che contano – conosco un ragazzo del Team Missili. Ha una maglietta con una scritta sulla schiena che mi colpisce come una freccia in pieno petto:
“The closer you are to the limit, the more alive you feel.”
Più ti avvicini al limite, più ti senti vivo.
Boom. Verità.

Il suo nome è Kasper, scritto con quella “S” alla tedesca che lo rende ancora più tosto, anche se in realtà si chiama Lorenzo Donati – o forse Lore Donati, a seconda di chi lo chiama.
La verità è che, in mezzo a questa tribù di motori e cuore, non è facile ricordarsi tutti i nomi, tutte le facce, tutte le storie.
Li ho conosciuti da poche ore, ma mi sembra di averli incontrati in un’altra vita.

E forse è proprio questa l’essenza del loro motto:
“I Missili. La famiglia che ti scegli.”
Un grido di appartenenza, un’eco che vibra sotto la pelle.
E io, piano piano, voglio farne parte.

Ma oggi… oggi il vero nemico non è la strada. È il sole.
Un sole assassino, che cuoce le idee e arrostisce le schiene sotto il giubbotto.
Siamo tutti zuppi, come se avessimo guidato sotto un diluvio di fuoco.
Eppure, restiamo lì. Uniti. Saldati. Presenti.
Perché c’è qualcosa di più potente dell’afa, e si sta per scatenare.

Dopo l’intervento tecnico sulle sospensioni, preciso e affascinante, inizia il rito del suono.
Un momento che non è solo spettacolo, ma cerimonia.
Prova di forza.
Esibizione di spirito.

Il fonometro è pronto. Le moto fremono. Il pubblico trattiene il fiato.
E partono i sound check.

Le motociclette si allineano come guerrieri sotto un cielo impietoso.
Una a una, accendono la loro voce.
Ogni scoppio dallo scarico è come un colpo sul tamburo di guerra.
Il suono non è solo decibel. È carattere, anima, sangue.

Tra tutte, solo due riescono a strappare qualcosa che va oltre:
la MT-10 di BIG, compagno di Viola, che con quel motore sembra gridare all’universo;
e un’altra MT-09 che vibra come una creatura viva, capace di farmi venire la pelle d’oca.

Sì, ho sentito l’anima vibrare.
Non è solo un sound check, è una haka meccanica, una chiamata al coraggio, un atto tribale che risveglia qualcosa di profondo dentro chi ascolta.

E mentre le moto urlano al cielo, le Missiline, in una versione inedita da poliziotte sexy, supervisionano la scena.
Ma non c’è nulla da multare:
oggi si misura l’intensità dell’anima.
E il Team Missili…
l’ha appena fatta esplodere.

Un raduno, un debutto e un mondiale nel box: benvenuti nella mia prima vera volta

Questo non è solo il primo raduno motociclistico a cui partecipo. È anche la mia prima settimana da motociclista.
E credetemi, se mi chiedete come mi sento, la risposta è semplice:
grato.
Grato per essere qui, per avere una sella sotto al sedere, e per poter raccontare tutto questo grazie alla disponibilità e alla fiducia del Team Missili, che mi ha accolto e ha voluto creare una collaborazione per l’articolo che sto scrivendo. Un onore enorme.

Mentre il sole continua a battere come un martello su incudine, trovo un piccolo angolo di paradiso: il retro di un box, che grazie a Viola che mi invita nel box, dove hanno posizionato un ventilatore provvidenziale. Lo dico sinceramente: se il paradiso ha l’aria condizionata, oggi gli somiglia molto.
E poi arriva il bello. Perché lì dentro, seduti con noi, non ci sono solo appassionati, ma persone che hanno fatto la storia delle due ruote.

Lorenzo Dalla Porta.
Sì, proprio lui. Campione del mondo Moto3 nel 2019. Oggi è qui, a parlare con passione, umiltà e una serenità disarmante.
Al suo fianco c’è Bianca, che lo stuzzica, gli fa domande, lo incalza.
Il tema? La guida sportiva, in pista e su strada.


Semplice, diretto, umano.
Lorenzo non fa il figo da paddock.
Racconta le sue esperienze vere, gli errori, le cadute, i successi. Parla come uno di noi, e per un neofita come me… vale più di mille tutorial su YouTube.

Perché in pista – dice – non basta il gas.
Conta il corpo. Conta il sedere. E già qui mi parte una risata interiore, ma è la verità:
muovere il culo, letteralmente, è fondamentale per imparare a inserirsi in curva.
La moto non si guida con le mani, ma con l’intenzione del corpo.
Una lezione da incidere sulla chiave del serbatoio.

Nel frattempo, Jordan (uno dei fondatori del Team Missili), con l’umiltà di chi ha davvero vissuto la moto sulla pelle, racconta dei suoi inizi, delle sue difficoltà.
Dice chiaramente:

“Ho fatto un sacco di errori. Ho anche preso le mie belle cadute. Ma è così che si cresce.”
E mentre lo ascolto penso che, a volte, una cicatrice vale più di un trofeo.

Perché il motociclismo non è solo adrenalina:
è pazienza, dedizione, testa.
E, diciamolo… anche un bel portafogli.

Ma i soldi, da soli, non comprano il talento.
Ti comprano la tuta, la moto e magari l’action cam… ma la sensibilità sul gas, quella si costruisce.
Giro dopo giro. Caduta dopo caduta. Sorriso dopo sorriso.

E parlando di sorrisi…
Spunta Naccherino, uno con lo sguardo furbo e la tecnologia tra le dita.
Mi mette in testa il visore del suo drone e mi fa vedere il raduno dall’alto, come se fossi un falco sopra le creste dell’Appennino.
Ragazzi, ve lo dico: mai avuto le vertigini stando fermo.
Esperienza pazzesca! Un vero regalo.

Ecco perché questa giornata non è solo un raduno.
È un battesimo. Una scuola. Un’occasione di crescita.
Un viaggio dentro il motociclismo che conta, con un biglietto di sola andata.

Grazie a chi mi ha parlato, guidato, corretto.
E anche al ventilatore, che oggi mi ha salvato la vita.

Federico Pieri – Consigli Anti Brodo

Prima di raggiungere il prossimo ospite in programma, decido di prendermi qualche minuto per salire sulla collinetta erbosa che domina lo Chalet Raticosa, alla ricerca di un po’ di tranquillità e ombra.

Mentre mi avvicino alla scalinata, assisto a una scena che – per quanto imprevista – racchiude perfettamente lo spirito del motociclismo: una coppia di motociclisti tedeschi, in sella a un imponente BMW GS, perde l’equilibrio e cade da ferma. Senza esitazione, insieme ad altri presenti, ci affrettiamo a dare una mano a sollevarli.
Il ringraziamento che ci rivolgono, con un caloroso e genuino “Grazie mille”, è semplice ma carico di significato.

Sono questi i momenti in cui emerge la vera anima di questa comunità: solidarietà spontanea, rispetto reciproco, fratellanza senza frontiere.

Una volta in cima alla collinetta, trovo finalmente un po’ di refrigerio all’ombra degli alberi. Da quella posizione sopraelevata, il colpo d’occhio sul raduno è incredibile: decine e decine di moto parcheggiate con ordine, i gazebi, le persone, la musica, l’energia che si percepisce anche a distanza. È uno di quei panorami che ti ricordano quanto sia vibrante e vivo l’universo motociclistico.

Pochi minuti dopo, arriva il momento dedicato a Federico Pieri, motociclista esperto e ottimo comunicatore.
Con equilibrio tra passione e tecnica, Federico ci guida attraverso una breve ma intensa lezione su come divertirsi in sicurezza su asfalto, spiegando in maniera chiara e accessibile concetti fondamentali legati alla postura, alla gestione del peso, all’uso corretto delle sospensioni e alle dinamiche di inserimento in curva.

Il suo intervento è una preziosa occasione di confronto per tutti, dai principianti ai più esperti: un invito a non sottovalutare mai la formazione e la consapevolezza, fondamentali per vivere la moto con gioia e responsabilità.

Puchomike e Elaroundtheglobe

Mentre mi trovo ancora sulla collinetta, con lo sguardo che si perde tra il viavai delle moto e il vociare degli appassionati, scendo e mi avvio al gazebo rosso dove, ho la piacevole occasione di incontrare Elaroundtheglobe, motociclista, viaggiatrice e creatrice di contenuti con una storia da raccontare e una luce negli occhi che parla di libertà, strade polverose e sogni realizzati a colpi di acceleratore.

Ci mettiamo a chiacchierare con naturalezza. Mi racconta della sua esperienza di viaggio in moto, vissuta insieme al suo compagno, e di come il motociclismo per lei non sia solo una passione, ma un vero e proprio stile di vita, fatto di scoperte, sfide e connessioni umane.
La sua moto attuale è una CF Moto 450, mezzo che l’ha accompagnata lungo chilometri di strada e momenti indimenticabili. Mi parla di lei con affetto, come si fa con un’amica fidata, compagna silenziosa ma essenziale di ogni nuova avventura.

La conversazione prende presto una piega più profonda. Spinto dall’interesse per la sua storia e dal desiderio di valorizzare racconti autentici, le chiedo con entusiasmo se le farebbe piacere scrivere un articolo sulle sue esperienze, da pubblicare all’interno del mio progetto.
Con un sorriso deciso e uno sguardo che non ammette leggerezze, accetta, ma mi lancia subito un avvertimento amichevole:

“Mi raccomando, voglio che tu sia fedele a quello che ti racconterò. Non deludermi.”

Una promessa importante, che prendo con grande senso di responsabilità. Perché dietro ogni motociclista c’è una storia vera, e raccontarla con rispetto e autenticità è un dovere oltre che un onore.

Questo raduno si sta rivelando molto più di un semplice evento motoristico. È una fucina di incontri sinceri, connessioni umane e scambi di esperienze che arricchiscono, ispirano e, in qualche modo, ti cambiano. È proprio questo il vero valore di giornate come queste: non solo motori, ma soprattutto persone.

La Lotteria !

E alla fine, come in ogni evento che si rispetti, è arrivato il tanto atteso momento dell’estrazione dei premi della lotteria. Tra i premi in palio: sconti per l’acquisto di una tuta da pista, trasporto moto per le sessioni in circuito, prodotti professionali per la manutenzione e molto altro.
Una lotteria semplice nella forma, ma perfettamente centrata nel contenuto: utile, divertente, e accolta con entusiasmo da tutti i partecipanti. Anche in questo, il Team Missili è riuscito a trovare il giusto equilibrio tra intrattenimento e sostanza, dando un tocco speciale a un momento di condivisione.

Ma non è finita lì: a riportarci nell’atmosfera scanzonata e coinvolgente della giornata ci pensano ancora una volta le mitiche Missiline, questa volta nei panni di poliziotte irriverenti e ironiche. Sì, lo ammetto: per un attimo ho davvero sperato in un finto arresto, tanto era coinvolgente la messa in scena!

Un ringraziamento speciale allo Chalet Raticosa

Desidero esprimere un sentito e profondo ringraziamento allo Chalet Raticosa, una realtà che si è rivelata fondamentale per la riuscita dell’evento. Senza il loro supporto, la disponibilità e la professionalità dimostrata in ogni momento, non sarebbe stato possibile realizzare un’iniziativa di questa portata.

Lo staff dello Chalet si è dimostrato non solo all’altezza delle aspettative, ma le ha superate ampiamente. Ogni richiesta è stata accolta con il sorriso, attenzione e una prontezza davvero rara da trovare. Il personale, composto da ragazze e ragazzi cordiali e sempre operativi, ha costantemente monitorato lo svolgimento dell’evento, girando tra i tavoli per assicurarsi che tutto procedesse per il meglio e che ogni ospite si sentisse accolto e assistito.

In una giornata resa impegnativa dal caldo, sono stati proprio loro – con le loro bevande fresche, sempre disponibili al momento giusto – a permettermi e a permettere a molti altri di affrontarla nel miglior modo possibile. Non posso non menzionare la loro cucina, davvero deliziosa, che ha riscosso un successo immediato: nei primi momenti dell’evento era già presa d’assalto, segno evidente di una qualità e di una cura che hanno saputo conquistare anche i palati più esigenti.

In ogni occasione, Chalet Raticosa si dimostra una presenza costante, affidabile e incredibilmente disponibile. Non è solo un luogo, ma un team di persone che mettono cuore e passione in ciò che fanno, ed è per questo che meritano la nostra più sincera gratitudine.

Grazie di cuore, Chalet Raticosa, per essere sempre al nostro fianco con professionalità, calore umano e una qualità che fa davvero la differenza.

Concludo questo racconto con un senso di gratitudine profonda. È stata una giornata di fuoco, non solo per il sole implacabile che ci ha messo tutti a dura prova, ma per l’energia, la passione e l’intensità con cui è stata vissuta.
Il Team Missili ha dato vita a un evento dove il valore umano si è fuso perfettamente con quello motociclistico. Qui, il motore non è solo nella moto, ma nelle persone: nei loro sorrisi, nelle battute spontanee, nelle chiacchiere sincere tra un’accelerata e una foto ricordo.

La cosa che più ho apprezzato è la naturalezza con cui sono stato accolto da tutti: nessuna ostentazione, nessun ego fuori posto. Solo ragazzi e ragazze autentici, con una passione viscerale per le due ruote, uniti da un senso di appartenenza che va oltre i like e le cilindrate.

Un ringraziamento speciale va a Viola di Fatto, per avermi aperto le porte di questa splendida realtà che, più che un gruppo, è una vera e propria famiglia su due ruote.
Un saluto caloroso a Big e a Cristopher (Desmosvapo) – che spero di rivedere presto per ammirare dal vivo la sua Ducati Panigale V4 e, soprattutto, sentirne il leggendario sound.
E infine, un abbraccio virtuale a tutte le Missiline, per i loro sorrisi, la loro energia e quel tocco di leggerezza che ha saputo rendere questa giornata ancora più speciale.

Grazie di cuore, Team Missili.
Ci vediamo presto… e che il rombo dei vostri motori continui a scrivere storie meravigliose. Jordan, sei stato l’anima della giornata.
Hai saputo incarnare con professionalità, passione e semplicità il vero spirito di questo evento. Onore a te.

Facebook
Twitter
LinkedIn

Approfondisci

Articoli correlati

Giodori

E dieci! Con la storia di oggi superiamo un’altra boa e portiamo il conto a dieci nuove motocicliste raccontate in questo blocco. Certo, matematicamente siamo

Leggi articolo »

Debora

Benvenuta Debora! Un altro splendido tassello si aggiunge al mosaico delle “Donzelle in moto”. Più vi conosco e più cresce il desiderio di scrivere un

Leggi articolo »

Lucrezia Ciardi

Benvenuta Lucrezia nella “Disciplina della Motociclista La sua è una storia che, seppur breve, racchiude una forza d’amore straordinaria. Tra le pagine del suo racconto

Leggi articolo »